Hunger Games: capitolo 21 (smontato) – parte 2/2

Bentornati, cari apprendisti. Dopo aver analizzato la prima parte del capitolo 21, in cui abbiamo visto Katniss pensare, fare cose e poi pensare ancora (in realtà noi ci siamo soffermati io mi sono soffermato sul modo in cui Suzanne Collins ha scritto tali scene), ci volgiamo ora verso la seconda parte del capitolo, quella in cui vedremo Katniss prendere schiaffi a destra e a manca (e soprattutto il modo in cui Collins lo scrive). Esatto, perché in questo capitolo c’è AZIONE! C’è Sylvester Stallone con un mitragliatore M60! C’è Jason Statham alla guida di una Audi A8! C’è Arnold Schwarzenegger con un paio di Gargoyles ANSI Classic! No, non è vero, non c’è nessuno di loro a movimentare le scene (purtroppo). Però vedere Katniss presa a calci dà sempre una bella sensazione, non trovate?

Premessa scema a parte, possiamo cominciare a quotare il testo:

[È notte fonda e Katniss si avventura fuori dalla grotta per recarsi alla Cornucopia dove gli Strateghi faranno arrivare i medicinali per Peeta. Tuttavia nello stesso luogo faranno arrivare cose utili anche per gli altri tributi.] A contatto con l’aria il mio fiato produce nuvolette bianche [la Collins non ha detto che fa tanto freddo, ce l’ha Mostrato. bene]. Fa freddo come in una notte di novembre a casa. Una di quelle in cui sguscio nel bosco, con la lanterna in mano, per raggiungere Gale in qualche posto stabilito, dove ci sediamo vicini, sorseggiando tè d’erbe da borracce di metallo avvolte in un tessuto trapuntato, sperando che la selvaggina ci passi davanti mentre spunta il mattino [complimenti, hai messo 48 parole di fila! ma ora la frase è lenta e pesante. non una buona scelta. inoltre si sono troppe virgole].
Oh, gale, penso. Se solo fossimo insieme ora…
Mi muovo più in fretta che posso. Gli occhiali per la visione notturna sono eccezionali, ma mi manca ancora molto l’uso dell’orecchio sinistro. Non so cosa mi abbia fatto l’esplosione, ma deve aver prodotto un danno profondo e forse irreparabile. Non importa. Se tornerò a casa, sarò talmente ricca che potrò pagare qualcuno che me lo curi.

È notte fonda, fa un freddo boia, Katniss sta per intraprendere una spedizione con un’altissima probabilità di restarci secca, eppure si mette a pensare a cose che non c’entrano nulla. La colpa non è tanto di Katniss (che non esiste (spoiler?)) ma della Collins che anziché cercare di costruire la tensione si mette a chiacchierare del più e del meno. Sì, i bei tempi andati con Gale sono importanti, ma Katniss ci ha già pensato due pagine fa. Sì, il danno all’orecchio è importante ricordarlo di tanto in tanto, ma la riflessione sull’irreparabilità del danno Katniss poteva farla in un momento morto (tipo un paio di pagine fa).

I boschi sembrano sempre diversi di notte [“diversi” in che modo?]. Anche con gli occhiali, tutto assume un aspetto poco familiare [ovvero?]. Come se gli alberi, i fiori, le pietre delle ore diurne fossero andati a dormire e fossero stati sostituiti da copie leggermente più inquietanti [descrizione poetica, ma poco efficace. io che mi dovrei immaginare? per questa volta ti perdono solo perché sono nella mente di Katniss e sento come lei percepisce la foresta. avrei comunque preferito una descrizione “inquietante” piuttosto che la parola stessa]. Non tento nulla di pericoloso, tipo prendere una strada nuova. Risalgo il torrente e seguo lo stesso sentiero fino al nascondiglio di Rue, vicino al lago. Lungo la strada non percepisco alcun segno della presenza di altri tributi, non uno sbuffo di fiato, non il fruscio di un ramo. O sono la prima ad arrivare o gli altri si sono già posizionati ieri notte. Manca ancora un’ora, forse due, quando striscio nel sottobosco e aspetto che il sangue inizi a scorrere.

Meglio, ma ancora non ci siamo. La frasi brevi velocizzano il ritmo e creano tensione, ma le immagini sono ancora imprecise (guardate, ad esempio, la mancata descrizione del bosco notturno).

La Collins, per ben due volte (“Non tento nulla di pericoloso” e “non percepisco alcun segno“), ci dice cosa Katniss non fa. Perché parlare di cose che non succedono se tanto non succedono? È molto meglio descrivere ciò che avviene, è in questo modo si crea tensione. Un lettore non può immaginarsi l’assenza di una cosa, sarebbe impossibile. Può invece immaginarsi dettagli concreti, come Katniss che trattiene il respiro nascosta dietro una roccia mentre cerca di capire se quel cespuglio laggiù è stato mosso dal vento o da una persona. Il fruscio di un ramo alle sue spalle: l’ha sentito davvero o Katniss se l’è immaginato? Il suo orecchio sinistro dopotutto non funziona benissimo… In questo modo, più o meno, si costruisce la tensione. E purtroppo la Collins non lo fa.

Mastico qualche foglia di menta, il mio stomaco non accetta molto altro. Grazie al cielo, ho la giacca di Peeta oltre alla mia. Altrimenti sarei costretta a muovermi di continuo per stare calda [la Collins ha evitato di dire “fa freddo e mi viene da vomitare” e gliene rendo atto, ma il risultato è comunque poco efficace: io, per esempio, non ho sentito né la nausea né il freddo. sembrano due frasi buttate là, tanto per farmi sapere come si sente Katniss]. Il cielo assume il colore grigio di un mattino nebbioso e ancora non c’è traccia di altri tributi. Non è poi tanto sorprendente. [la Collins spara un altro mezzo paragrafo in cui Katniss riflette sui tributi ancora in vita, che vi evito.]

La Collins dovrebbe cercare di limitare la quantità di pensieri di Katniss all’interno dalla narrazione, o quantomeno evitare di ragionare sempre sugli stessi argomenti, perché alla lunga stufano. In questo caso viene ripetuto per l’ennesima volta che Cato è un avversario scaltro e il più temibile fra quelli che sono rimasti, che Faccia di Volpe è la più imprevedibile ma che l’unica cosa certa su di lei è che eviterà uno scontro diretto, e bla bla bla. L’abbiamo capito, non c’è bisogno di ricordarcelo ogni cinque pagine!

Ma dov’è? L’arena è abbastanza illuminata perché io mi possa togliere gli occhiali. Riesco a sentire il canto mattutino degli uccelli. Non è già ora? Per un istante ho il terrore di trovarmi nel posto sbagliato. Ma no, sono sicura che Claudius Templesmith ha parlato proprio della Cornucopia. E quella è là. E qui ci sono io. Allora dov’è il festino?

Evviva la paranoia! Mi piacciono le riflessioni paranoiche piene di dubbi dei protagonisti, perché, se fatte bene, riescono a creare un’atmosfera tesa difficile da ricreare altrimenti. In questo caso non ci riesce del tutto perché, secondo me, è troppo breve il paragrafo. Per creare una bella tensione da paranoia serve come minimo una pagina intera. O uno scrittore molto bravo. L’ideale sarebbe avere entrambi, ma uno si accontenta di quello che passa il convento. ^_^

[Si apre il terreno davanti alla Cornucopia e ne esce un tavolino con i beni promessi] Con uno scatto metallico il tavolo raggiunge la posizione stabilita, e subito una figura sfreccia fuori dalla Cornucopia, prende al volo lo zaino verde e si allontana a tutta velocità. Faccia di Volpe! Non poteva che essere lei a uscirsene con con un’idea così brillante e rischiosa!

Ecco una recente foto di Faccia di Volpe. Dopo la partecipazione agli Hunger Games si è data alla musica, ottenendo un discreto successo. Se cliccate sull’immagine potrete ascoltare la di lei canzone.

Trovo discutibile l’aggettivo “brillante” usato dalla Collins. Per fortuna che a parlare è Katniss e possiamo gettare tutto il nostro biasimo su di lei. Dopotutto abbiamo già appurato che la ragazza è scema, quindi non mi sorprende che abbia apprezzato la mossa “brillante” di Ylvis Faccia di Volpe.

Ricapitoliamo la situazione:

  • Faccia di Volpe è disarmata (mentre i suoi avversari hanno lance, coltelli, clave o archi);
  • Faccia di Volpe ha un fisico minuto che la porta a evitare gli scontri (mentre i suoi avversari sono tutti ben piazzati);
  • Faccia di Volpe non ha mai preso mezza lezione di difesa personale (mentre fra i suoi avversari c’è chi ha una preparazione militare (vedi Cato));
  • Faccia di Volpe si è nascosta esattamente nel posto dove stanno andando tutti;
  • tanto per farlo presente, all’inizio dei Giochi i Favoriti prendono possesso della Cornucopia e di tutto ciò che contiene (questa è la strategia che il gruppo dei Favoriti adotta ogni anno) affinché gli altri tributi siano disarmati e senza equipaggiamento: le probabilità che lo facciano di nuovo, ora che la Cornucopia è stata riempita, sono molto elevate.

Perché dovrebbe essere “brillante” la sua strategia? Faccia di Volpe si è andata a ficcare nel posto più pericoloso dell’intera arena! Esattamente dove stanno convergendo tutti i tributi. Che sono tutti più grossi e meglio armati di lei, ricordiamolo, quindi le possibilità che Faccia di Volpe ha di sopravvivere a un ipotetico scontro diretto sono scarse.

Cato e Clove, inoltre, hanno ricevuto un addestramento militare, e tendere un’imboscata è la seconda cosa che ti insegnano in una qualunque accademia (è la seconda solo perché la prima è allacciarsi l’elmetto). Il fatto che né a Cato né a Clove sia venuto in mente di aspettare gli avversari comodamente seduti dentro la Cornucopia (che ha dimensioni notevoli, due persone potrebbero passarci una giornata o due senza essere pigiati come sardine: la scusa del “è troppo stretto” non regge), mi lascia dei dubbi sulla qualità della loro preparazione militare (o sul concetto che ne ha la Collins). Ma torniamo a noi.

Se Faccia di Volpe fosse arrivata alla Cornucopia per nascondercisi dentro e vi avesse trovato Cato e Clove, sarebbe morta subito. Se Faccia di Volpe fosse arrivata alla Cornucopia e vi avesse trovato un altro tributo,  sarebbe probabilmente morta subito. Se Faccia di Volpe fosse arrivata alla Cornucopia per prima e vi ci si fosse infilata e Cato e Clove fossero arrivati in un secondo momento, sarebbe morta subito. Ergo, la sua idea è stata stupida e avventata ed è riuscita a sopravvivere non per merito del suo piano “brillante” ma grazie ai demeriti dei suoi avversari (che sono scemi come zucchine). Ma come ho detto, l’idea pare “brillante” a Katniss che è scema e avventata quindi in questo caso lascio correre. In realtà, Faccia di Volpe ha dimostrato più volte di essere sufficientemente astuta da sopravvivere da sola in un ambiente ostile (come la Collins ci ricorda tre volte a capitolo, l’astuzia è la miglior arma di Faccia di Volpe), quindi questo suo improvviso scatto di demenza mi lascia perplesso.

[…] Senza esitazioni, scatto verso il tavolo. Avverto il pericolo prima ancora di riuscire a vederlo [grazie ai tuoi sensi di ragno, immagino]. Per fortuna, riesco a sentire il primo coltello arrivare sibilando alla mia destra e così riesco a deviarlo con il legno dell’arco. Mi volto tendendo la corda e lancio una freccia dritta al cuore di Clove. Lei si sposta quel tanto che basta per evitare un colpo fatale, ma la punta della freccia le trafigge la parte superiore del braccio sinistro [una freccia si infila parecchio all’interno di un braccio, non solo la punta]. Purtroppo lei lancia con la destra, ma questo è sufficiente a rallentarla per qualche istante mentre estrae la freccia dal braccio e controlla la gravità della ferita [lo fa durante lo scontro?]. Continuo a muovermi [non chiaro: “muovermi” in che modo? perché se stai camminando verso la Cornucopia tanto vale dirlo in modo esplicito], collocando automaticamente la freccia successiva, come sa fare solo chi ha cacciato per anni [ma quanto è banale questa frase?].

No. Collins, no. Non cominciamo a sparare fesserie, per favore. Sentire coltelli da lancio che si avvicinano sibilando e riuscire a deviarli all’ultimo secondo è una minchiata hollywoodiana, non succede nella vita reale. Nella versione originale dell’articolo (che voi non leggerete mai, sappiatelo) avevo scritto un pezzo di circa settecento parole nel quale inveivo contro la stupidaggine di questa scena. Rileggendolo mi sono accorto che l’accanimento è stato eccessivo e che effettivamente non servono tutte quelle parole per spiegare perché questa scena è stupida. Insomma, la scena si commenta da sola: Katniss sente il sibilo di un coltello e senza vederlo (c’è scritto che Katniss sente il coltello arrivare da un punto imprecisato alla propria destra e non che lo vede arrivare) riesce a calcolarne distanza, direzione, velocità, altezza e momento d’impatto e riesce anche a deviarlo senza voltarsi (se rileggete bene il testo vedrete che c’è scritto che Katniss prima devia il colpo e poi si volta). Quindi ho tagliato via tutto il pezzo. Vorrei però soffermarmi su una cosa.

Ovvero, sul fatto che Katniss riesce a sentire il sibilare del coltello in aria ma non Clove che le si avvicina muovendosi in mezzo alla foresta. I coltelli da lancio non sono certo armi che uno può utilizzare a quaranta metri di distanza, per cui Clove deve essersi avvicinata parecchio a Katniss per lanciarli (venti metri? quindici? forse anche meno). E siccome Clove è costretta a strisciare in mezzo a cespugli, rami, ramoscelli, piante e foglie secche mi sembra improbabile che Katniss non si sia accorta della presenza dell’altra fino a che non le è arrivata praticamente addosso.

In conclusione, deviare un coltello è impossibile. O quasi. Per farlo bisognerebbe avere o dei riflessi incredibili o una fortuna sfacciata. Katniss ha dalla sua la fortuna sfacciata tipica delle Mary Sue i riflessi eccezionali. Inoltre vale la pena ricordare che Katniss ha perso l’udito dell’orecchio sinistro (quindi il fatto che il coltello le sia stato scagliato alla sua destra rende il tutto ancora più fortuito).

Adesso sono al tavolo, le mie dita si stringono sul minuscolo zaino arancione [sicura che ti conviene togliere la mano dalla freccia prima di averla scagliata? il tuo nemico è proprio davanti a te e ti ricordo che è armato e che sta tentando di ucciderti]. Insinuo la mano tra le cinghie e con uno strattone me lo infilo sul braccio, perché è troppo piccolo per adattarsi a qualsiasi altra parte del corpo. Mi sto voltando [non solo hai tolto la mano dalla freccia, in modo da essere disarmata in caso di necessità di tirare alla svelta, ma hai anche distolto gli occhi dal tuo avversario. complimenti] per tirare di nuovo quando il secondo coltello mi colpisce alla fronte [come volevasi dimostrare]. Mi prende di striscio, sopra il sopracciglio destro, aprendomi un taglio da cui scende un fiotto di sangue che mi acceca da un occhio e mi riempie la bocca di un sapore aspro e metallico [non è un po’ troppo il sangue per una ferita “di striscio”?]. Barcollo all’indietro, ma riesco a scagliare la freccia già pronta più o meno in direzione della mia assalitrice. Appena ho tirato, capisco che la mancherà [come lo hai capito? fammelo capire anche a me. non complicarti la vita: di’ solo che la freccia la manca]. Poi Clove mi si scaraventa contro, facendomi cadere [consiglio: evitare i modi indefiniti perché meno “potenti” rispetto a quelli finiti: “facendomi cadere” < “cado”.] sulla schiena e mi inchioda le braccia a terra con le ginocchia.

La scena è chiara, si capisce esattamente ciò che succede. Per i miei gusti è addirittura troppo chiara. Un combattimento, a mio parere, dovrebbe essere più confuso, soprattutto se si cerca di scriverlo dal punto di vista di uno che ci è dentro. Un combattimento in cui si capisce esattamente tutto ciò che succede è più adatto a essere raccontato da un personaggio esterno alla lotta. In questo caso l’errore è stato considerare Katniss “lucida” e descrivere le azioni in modo chiaro e comprensibile, quando in realtà non dovrebbero esserlo.

Inoltre la Collins qua e là si perde in pensieri o in descrizioni inutilmente particolareggiate che rallentano il ritmo. Frasi come “Purtroppo lei lancia con la destra” o “perché è troppo piccolo per adattarsi a qualsiasi altra parte del corpo” in una situazione normale rappresenterebbero giusti pensieri, ma in mezzo a un combattimento servono solo a distrarre il lettore. E soprattutto rallentano l’azione, cosa sbagliatissima visto che si sta cercando di creare scene frenetiche. E, riprendendo il discorso “lucidità”, dubito che Katniss si possa essere accorta di non aver colpito Clove al braccio che usa per lanciare ma all’altro. In una situazione del genere ti senti trionfare solo perché sei riuscita a colpirla, non ragioni con tanta lucidità da considerare che il colpo non è stato eccezionale.

Ciò che davvero non mi va giù è la dinamica della lotta.

Qualcuno mi spieghi perché Clove decide di togliersi la freccia dal braccio durante il combattimento. Per estrarre una freccia dal braccio (supponendo che le freccia sia di un tipo che è possibile estrarre: una freccia come QUESTA non la tiri fuori facilmente (e questa è una freccia molto semplice, ne esistono di peggiori)) devi necessariamente usare la mano dell’altro braccio e quantomeno guardare cosa stai facendo. In questo modo entrambe le mani e gli occhi sono impegnati. E non c’è bisogno di dire cosa succede a una persona che si distrae durante un combattimento mortale, vero? Questo è esattamente quello che una ragazza addestrata alla guerra (quale dovrebbe essere Clove) non farebbe.

Katniss dal canto suo, dopo aver colpito il suo avversario e aver incoccato la seconda freccia, si distrae per prendere lo zainetto dal tavolo vicino alla Cornucopia. Neanche lei ha le mani sull’arma e anche i suoi occhi sono puntati su qualcosa che non è il suo avversario. Non dico che a questo punto è normale che Katniss si trasformi in Rambo e uccida a sangue freddo l’altra ragazza, ma almeno, prima di distrarsi, avrebbe potuto tirare la freccia che già aveva messo sulla corda. Non necessariamente un tiro mortale, poteva mirare a una qualunque parte del corpo: l’altro braccio, una gamba, una mano, un piede. O almeno urlare a Clove di andarsene. Però Katniss è parzialmente scusata perché, non essendo abituata ai combattimenti, è normale che in un situazione confusa ragioni in modo meno lucido del normale (e lei è già poco lucida di suo). L’unica pecca è che questa presunta (da me) poca lucidità non viene Mostrata nella narrazione. Avete letto quanto è chiara e lineare la prosa? Be’, non dovrebbe esserlo. (Sappiate che se scrivete in prima persona dovete tenere in considerazione anche queste cose. In una scena confusa, anche la narrazione diventa confusa.)

Salto un breve scambio verbale tra Katniss e Clove nel quale la prima tenta inutilmente di convincere la seconda che Peeta è nei paraggi, pronto a intervenire per salvarla. E succede questo:

Clove si apre la giacca. È foderata da una schiera impressionante [potresti dirmi più o meno quanti sono. un numero, seppur vago, è più efficace di aggettivi casuali] di coltelli. Ne sceglie accuratamente uno dall’aspetto raffinato [non limitarti a dire che è raffinato, Mostrami cosa te lo ha fatto pensare] con una spietata [non prendiamoci licenze poetiche: non ha senso definire “spietato” un oggetto] lama ricurva. — Ho promesso a Cato che, se ti avesse lasciata a me, avrei offerto al pubblico un bello spettacolo.

Tre aggettivi inutili e un altrettanto inutile avverbio. Strike! Gli aggettivi e gli avverbi vanno inseriti solo se servono davvero a qualcosa, non vanno messi lì tanto per far sembrare più bella la prosa. Gli aggettivi non devono servire da scorciatoia: non è bene rimanere sul vago dicendo che un coltello è raffinato, è molto meglio dare dettagli concreti per rendere l’idea. Usare degli aggettivi vaghi diminuisce la “potenza” di una descrizione. Per rendere bene l’idea della raffinatezza del coltello, questo andrebbe descritto con una serie di sostantivi e aggettivi mirati: un coltello con la lama d’oro, ricurva, affilata solo sul filo dritto mentre il rovescio è laccato d’argento, e il manico in corno di rinoceronte è tempestato di rubini. Questa è una descrizione di un coltello raffinato (altamente fuori luogo, dato il contesto, ma va be’) non quella della Collins.

Se la situazione è confusa e il POV non ha tempo di mettersi a osservare con attenzione un oggetto, è comunque giusto descriverlo? Se l’oggetto è di poco conto tanto vale dire solo di cosa si tratta e passare ad altro. Facendo riferimento alla scena citata, si potrebbe semplicemente dire che Clove tira fuori un coltello e poi passare al dialogo tra le due senza perdersi in chiacchiere. Non serve dire che il coltello che usa Clove è un coltello speciale.

Se invece si vuole dare risalto all’oggetto, la questione si complica. E anche la risposta si complica e diventa: “Sì e no”. Infatti una descrizione minuziosa del coltello nella mano di Clove risulterebbe fuori luogo in una situazione del genere. Tuttavia è impensabile costruire una scena “potente” senza soffermarsi sul coltello. L’ideale sarebbe raggiungere un compromesso, ovvero riuscire a descrivere i particolari dell’oggetto ma facendolo un po’ alla volta, evitando di dedicargli un paragrafo. In una situazione simile Katniss si troverà a lanciare numerose occhiate al coltello durante la conversazione con Clove (è normale farlo) e ogni volta l’autrice avrebbe potuto cogliere l’occasione per citare un particolare nuovo. Ad esempio alla prima occhiata Katniss noterà la lucentezza del metallo, alla seconda occhiata la forma ricurva della lama, alla terza quella macchietta di sangue sulla punta.

Torniamo ora a tutto quel pasticciare di parole, inserito solo per far sembrare spietata Clove (e non il coltello). La Collins ha scelto degli aggettivi particolari nel tentativo di convincere di prepotenza il lettore che la ragazza è una psicopatica. Purtroppo non basta usare tre aggettivi all’ultimo secondo per caratterizzare una persona. Come se non bastasse, la Collins dà al lettore un’immagine così vecchia e abusata che risulta difficile prendere sul serio: il sadico che sceglie “accuratamente” un coltello “spietato” e “raffinato” al tempo stesso per torturare la sua vittima.

Non bisogna ricercare la caratterizzazione estrema dei personaggi a ogni costo. Perché Clove non può essere semplicemente un’avversaria ma deve essere una pazza maniaca della tortura? Io preferisco leggere di una persona normale piuttosto che dell’ennesimo finto psicopatico. Clove è stata addestrata a uccidere, quindi, dopo aver atterrato Katniss, tira fuori il coltello e l’ammazza. No? Non sarebbe più logico? È questo che voglio leggere, non patetiche scene di tortura indegne anche per un B-movie.

Purtroppo la scena prosegue sullo stesso indegno tono (il Lettore può constatare di persona l’originalità della scena):

  • Clove ricorda a Katniss che Rue è morta e che Peeta è gravemente ferito
  • le fa notare che ormai è spacciata e che presto si ricongiungerà con gli altri due
  • le pulisce il sangue dalla faccia per poi riflettere ad alta voce dove sia meglio iniziare a tagliuzzare
  • — Penso… — Fa quasi le fusa. — Penso che inizieremo dalla bocca. —
  • Non chiudo gli occhi […] Come ultimo atto di sfida, le farò abbassare lo sguardo, fissandola intensamente finché posso, probabilmente non sarà per molto, ma le farò abbassare lo sguardo, non urlerò, e morirò, nel mio piccolo, imbattuta.
  • Mi riempio la bocca di un grumo di sangue e saliva e glielo sputo in faccia.

Se mi è permesso dirlo, questa scena ha un indice di inutilità talmente alto che l’inutilometro, se esistesse, non sarebbe in grado di misurarlo. Non succede nulla per tre pagine! Katniss non cerca di liberarsi, né Clove cerca di ammazzarla; il loro discorso non ha né capo né coda e non contiene informazioni utili. La tensione è bassa, il pathos assente. L’originalità neanche la tiro in ballo. Alla fine Katniss non viene neanche torturata. Se almeno ne fosse uscita debilitata o menomata tutta la scena avrebbe almeno avuto delle conseguenze, e quindi un’utilità. E sapete perché Katniss non viene torturata? Provate a indovinare che succede un attimo prima che il coltello di Clove sfiori la bocca di Katniss?

Esatto! Qualcuno salva il sedere a Katniss all’ultimo secondo! Chi se lo sarebbe mai immaginato, eh? Trash Thresh, detto Orecchio Bionico, sente, da chissà quanti metri di distanza, che Clove sta parlando male di Rue, dicendo che loro (i Favoriti) l’hanno uccisa, e arriva per ammazzarla. Ha anche sentito la parte del discorso in cui Clove diceva che Katniss era alleata di Rue, quindi Thresh non uccide Katniss come segno di riconoscenza (ricordiamoci che Thresh neanche la conosceva, a Rue). E la lascia andare. E Katniss se ne va. Fine.

Qui dovrei inserire un bel paragrafone sull’uso dei colpi di scena e sul fatto che essi non servono per salvare il culo all’eroe all’ultimo momento. Sono bravi tutti a scrivere che il protagonista sembra spacciato ma poi succede qualcosa di imprevisto e l’eroe si salva all’ultimo secondo. Se il protagonista si caccia in una situazione dalla quale non può uscirne con le proprie forze, l’autore ha solo due scelte (parlo di scelte dignitose, perché di scelte indegne ne ha infinite): (1) gli fa affrontare tutte le conseguenze del caso, morte inclusa (George Martin ci campa di questa alternativa), o (2) non ce lo fa cacciare e riscrive la scena da capo.

Potrei continuare questo discorso ma non lo faccio, preferisco lasciarmelo per un giorno di pioggia. Quindi, mi fermo qui. In questa seconda parte abbiamo visto come la Collins crea la tensione (non benissimo), come descrive le scene d’azione (benino, anche se la dinamica delle scene lascia molto a desiderare), come caratterizza i personaggi secondari (malissimo) e come usa i colpi di scena (molto male). È tempo di tirare le somme: la Collins non sa scrivere ha ancora molto da imparare.

{P.S. Il capitolo 21 non finisce con la fuga di Katniss, ma ci sono un altro paio di pagine che io ho bellamente saltato. L’ho fatto perché non ho la forza di continuare a scrivere dopo il Thresh Ex Machina l’articolo era lunghetto e di cose ne ho già dette abbastanza.}

SEE YOU AMAZING WIZARD…

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5 pensieri su “Hunger Games: capitolo 21 (smontato) – parte 2/2

    • Purtroppo Katniss è solo uno dei (tanti) problemi! Il problema maggiore non è tanto Katniss, quanto la Kantisscentricità della trama (che, essendo lei odiosa, finisce col rovinare tutto).

      Piace a 1 persona

  1. La parte in cui riflette sul danno all’orecchio, durante l’azione, secondo me può avere senso: ha bisogno di adeguata sensibilità per non farsi cogliere di sorpresa, quel tipo di handicap – al buio – può fare la differenza tra la vita e la morte. Almeno se Kitty-Katniss non tendesse alla Mary Sue…

    La genialità di Faccia di volpe… coraggio e incoscienza, magari! A meno che non si sia fatta fare il make-up mimetico da Peeta 😛

    Bella anche la scena dell’udito monodirezionale – che fortuna, che il coltello arrivasse dal lato dell’orecchio buono, che poi vale anche per tre e le dà due Talenti bonus alla classe armatura!

    E Katniss, convinta di far abbassare lo sguardo alla pazza… non credevo che HG fosse un romanzo sui poteri ESP!

    A ogni modo, è stata una mini-serie di articoli molto educativa 😉

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    • Il discorso sull’orecchio è un po’ complicato e citando solo qualche brandello preso qua e là probablmente non ho reso bene come stanno le cose. Katniss non ci sente perché le è esplosa una mina vicino, quindi dovrebbe avere un timpano perforato (se Internet non mente 😛 ). Ovvero: rigetto di sangue e pus, infezione, forte dolore, ronzio continuo e vertigini (sempre se Internet non mente). Manco a dirlo, Katniss non ha neanche mezzo sintomo tra questi. Quindi il suo “non-sentirci” non è Mostrato come dovrebbe, secondo me. Semplicemente, Katniss, di tanto in tanto, riflette sul fatto che non ci sente più dall’orecchio sinistro, ma è quasi un pensiero buttato lì, tanto per ricordarlo al lettore. Voglio dire: il fatto che non ci sente non la debilita né la preoccupa davvero, è come se dicesse “mi sono scheggiata un dente, quando torno vado dal dentista”. Come hai giustamente detto, non avere a disposizione il senso dell’udito può significare la morte nell’arena, eppure lei non sembra davvero spaventata o preoccupata per il fatto di non sentirci. In realtà il lettore fa addirittura fatica a ricordare che Katniss non ci sente benissimo visto che ci sono tantissime descrizioni di suoni e rumori nel testo (inclusa la scena del coltello da lancio). Poi non so, magari sono io che mi impunto sulle stupidaggini.

      Katniss ha un modificatore di +20 a ogni abilità come bonus razziale (Mary Sue). LOL! E ha talenti che voi umani…

      Ti ringrazio, sono felice che ti sia piaciuta. 🙂 Non ti nascondo che ho sudato sette camicie per scriverla e ho ricontrollato almeno dieci volte ogni paragrafo per paura di aver scritto fesserie!

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