Pompei (ovvero Spartacus coi terremoti e Jon Snow)

Bentornati, cari apprendisti. Avete presente l’eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei nel 79 d.C.? Bene, nel 2014 Paul William Scott Anderson Percival Silente ha fatto un film sugli ultimi giorni della città, intitolato (con grande fantasia) Pompei. Va da sé che il film è venuto fuori una monnezza. Io adoro l’antica Roma e ogni nuovo film è sempre ben accetto, il problema è che per vedere un bel film devo stipulare un patto col Demonio perché tutti (o quasi) i film ambientati nel mondo classico sono fatti coi piedi. A volte ci regalano delle epiche trashate del calibro di Scontro tra Titani e sequel, ma la maggior parte dei film appartiene alla categoria del “tutto fumo e niente arrosto”. Pompei non vuole essere da meno e si getta senza pensarci due volte nel pentolone del “tutto fumo e niente arrosto” arricchendo la collezione di film brutti ambientati nell’antica Roma. Tuttavia non mi limiterò a dire che è brutto ma vi farò vedere cosa mi ha spinto a dirlo (ricordate che il “Mostrare, non Raccontare” vale anche per le recensioni!)

La TRAMA non brilla di certo per originalità (anzi è l’esatto contrario e più avanti avrò modo di farvelo vedere). Anderson dice che l’idea di realizzare un film sull’eruzione del Vesuvio gli è venuta in mente guardando i resti di due innamorati, colti dall’eruzione mentre si abbracciavano (per amore o, secondo altri, per paura), morti l’uno nelle braccia dell’altro e conservati abbastanza bene nella cenere di Pompei. Questa è l’idea di base. Poi Anderson decide di arricchire la trama con le vicende dei due innamorati (la sola eruzione era troppo poco) e il risultato è che la trama sembra copiata spudoratamente da Spartacus (la serie TV della Starz, avete presente?) tanto che in un primo momento mi sono stupito che non sia partita una causa per plagio. Poi, leggendo i titoli di coda (sì, io sono uno di quelli che guardano i film fino alla fine dei titoli di coda), mi sono accorto che nell’elenco delle canzoni usate compaiono anche un paio di traccie prese dalla colonna sonora di Spartacus: Gli Dei dell’Arena. E la cosa si è fatta ancora più sospetta. Ho pensato che dovesse esserci qualche nesso e ho cercato per qualche giorno informazioni su un’eventuale coinvolgimento della Starz nel progetto ma senza trovare risultati. Anzi, ho scoperto che tutte le stagioni di Spartacus sono state trasmesse (in America) in inverno per tre anni, poi la serie è finita e l’inverno del quarto anno (ovvero il primo inverno senza Spartacus) è uscito Pompei. Incredibilmente sospetto. E a questo punto mi sono arreso all’evidenza: Pompei è soltanto la copia di Spartacus. Ma andiamo a guardare meglio la trama perché se no sembra che sono io che ce l’ho con il film.

Il film inizia con una citazione di Plinio il Giovane, tratta da una sua lettera a Tacito, riguardo all’eruzione del Vesuvio. Plinio infatti era nei pressi di Napoli nel 79 (a Miseno suggerisce Wikipedia) e assistette di persona all’eruzione. Nella lettera viene mostrato molto bene il panico e la disperazione che si sono insinuati negli abitanti, l’eruzione e tutti i danni provocati a cose e persone. Ovviamente la citazione è in INGLESE perché quella era la lingua di Plinio (ma anche no). Mettere la citazione in latino e una riga di traduzione in sottotitolo, a quanto pare, era chiedere troppo.

E veniamo subito buttati nel centro dell’azione con l’esercito romano che massacra un villaggio celtico di domatori di cavalli. Combattono tutti come furie tranne il piccolo Milo che sta in mezzo (letteralmente) alla battaglia a guardare i suoi compaesani che vengono ammazzati uno dopo l’altro, inclusi il padre e la madre. Al che arriva Corvo, comandante romano, che diverrà nemico giurato di Milo. È incredibile quanto Corvo ASSOMIGLI per aspetto e per ruolo all’interno della storia a Claudio Glabro di Spartacus:

  • Glabro è un ufficiale romano; Corvo pure
  • Glabro ha sterminato la gente del protagonista; Corvo pure
  • Glabro è responsabile della schiavitù del protagonista; Corvo pure
  • Glabro ha acquisito molta influenza grazie a quell’impresa; Corvo pure
  • Glabro è il principale antagonista della serie; Corvo pure
  • Glabro è ambizioso e disonesto; Corvo pure
  • Glabro è bello e palestrato; Corvo pure

Ma Pompei non è mica un plagio, quelle appena elencate sono solo coincidenze.

E a proposito di plagio coincidenze, parlerei anche di Attico che ASSOMIGLIA in modo impressionante a Enomao. Enomao è il miglior gladiatore della scuola di Batiato (quella in cui è entrato Spartaco) ed è talmente bravo da essersi meritato il titolo di maestro e ora insegna ai nuovi gladiatori. Durante la serie avrà modo di diventare molto amico con Spartaco e combatterà al suo fianco in terribili battaglie. Inoltre Enomao non è proprio una di quelle persone che passano inosservate essendo egli è un negrone di due metri (l’unico nero nella scuola di Batiato, tra l’altro, quindi spicca nettamente sugli altri ed è impossibile non notarlo). Anche Attico è il miglior gladiatore della sua scuola, temuto e rispettato da tutti, dopo un’iniziale rivalità diverrà amico di Milo e combatterà al suo fianco in battaglie incredibili. Ed è anche lui un nero alto due metri. Coincidenze? Ovviamente sì!

Ma torniamo alla storia, che è meglio. Il piccolo Milo riesce a sfuggire al massacro nascondendosi fra i cadaveri dei suoi compaesani. Credendo così di essersi salvato, all’alba esce dal mucchio e cerca di allontanarsi il più possibile scappando per i boschi ma viene catturato da un gruppo di passaggio e reso schiavo. Salto spaziotempo e ci troviamo a Londra diciassette anni dopo: Milo (che ora è interpretato da Kit Harington, per gli amici Jon Snow) è diventato un gladiatore (proprio come il protagonista di Spartacus, guarda un po’ che coincidenza) e viene sbattuto nell’arena a combattere contro tre traci armati fino ai denti. Un cicciopanza romano sugli spalti si lamenta dell’eccessiva forza dei traci che stanno uccidendo tutti gli altri gladiatori, ma vorrei far notare al lettore (e anche a chi ha scritto quella battuta) che negli scontri tre contro uno raramente l’uno riesce a vincere. Ma Jon Snow ci riesce perché ha dalla sua parte il potere dei GARY STU! Come ben sapete, essere un Gary Stu è il peggior difetto che un protagonista possa avere, perché significa che la fortuna gli sorride sempre, che tutti gli vogliono bene senza un motivo valido, che tutto va sempre per il verso giusto anche se il suddetto protagonista non ha le capacità o le conoscenze per mandarcele. A dimostrazione di ciò che dico, più avanti vedremo Jon/Milo sfidare più volte Corvo (arriverà a fuggire con Cassia, love interest di Corvo) senza che il nostro eroe subisca ritorsioni di sorta (un paio di frustate se gli dice male). Non è così che si costruisce un buon personaggio.

Ma torniamo alla scontro, che è meglio. In quindici secondi (cronometrati) Jon/Milo riesce a battere tutti e tre gladiatori contemporaneamente. Realismo dove sei finito? Da notare che dopo la vittoria, Jon/Milo esce di scena con passo eccessivamente coatto (però ricordiamoci che è un Gary Stu quindi può permetterselo), senza una ferita e con la folla che gli urla dietro “Ispanico! Ispanico! Ispanico!” “Celta! Celta! Celta!”.

Dal momento che ha fatto una buona impressione al cicciopanza romano, Jon/Milo viene comprato e portato a Pompei dove potrà battersi con avversari più forti (ma soprattutto perché così il ciccio potrà guadagnare qualcosa con le di lui vittorie). Lungo il viaggio, la colonna di schiavi viene sorpassata dalla carrozza di una giovane fanciulla romana di nome Cassia di ritorno a Pompei dopo un anno passato a Roma. Tenetela bene a mente, mi raccomando. Proprio mentre passa davanti agli schiavi, la di lei carrozza prende una buca, si sente un TRACK secco e uno dei cavalli cade a terra. Quindi Cassia scende dalla carrozza per andare a vedere cosa sia successo al suo cavallo. Non il cocchiere, non uno dei suoi schiavi, non una delle sue guardie del corpo, è lei in persona a scendere accompagnata dalla sua ancella. Le ricche signore romane facevano proprio così (ma anche no).

Jon/Milo si gira verso la guardia più vicina, gli solleva le manette davanti alla faccia e:

Jon/Milo: “Cavallo!”

Guardia: “Torna al tuo posto, schiavo.”

Jon/Milo: “Quell’animale sta soffrendo, scimmione!”

Guardia schiaffeggia Jon/Milo.

Cassia, rivolta a Guardia: “Fermo!”

Guardia si gira verso Cassia.

Cassia: “Lascia che aiuti il cavallo.”

Guardia libera Jon/Milo.

La vedete la mano degli Incredibili Plot Hole che si stende sulla sceneggiatura? Abbiamo, nell’ordine:

  • un cavallo che si spezza qualcosa e cade a terra (una gamba forse? non è molto chiaro, dalla dinamica sembrava che si fosse addirittura spezzato il collo);
  • una ricca donna che scende dalla carrozza senza un motivo valido (no, il cavallo che cade a terra non è un motivo valido);
  • un cocchiere che non muove un dito quando un suo cavallo cade a terra;
  • uno schiavo che sente il bisogno di fare qualcosa per un cavallo ferito (Jon/Milo è l’ultimo discendente di un popolo che ama i cavalli quindi è necessario che anche lui ami i cavalli e che sappia cosa fare anche se all’epoca era troppo piccolo per aver appreso qualunque cosa, no?);
  • una guardia che non prende a scudisciate in faccia uno schiavo per avergli rivolto la parola ma gli dà solo un buffetto sul volto;
  • una donna che intercede per uno schiavo che neanche conosce;
  • una donna che ordina a una guardia di liberare uno schiavo non suo;
  • una guardia che obbedisce agli ordini di una donna e libera uno schiavo;

Ma non è mica finita la salva di cazzate sparate. Infatti:

  • Jon/Milo si china vicino al cavallo per controllarlo e Cassia con lui;
  • lui le dice di mettere una mano sulla spalla del cavallo e di spingere forte (perché?) e lei lo fa (perché?x2);
  • lui rompe il collo del cavallo a mani nude;

Vogliamo renderci conto di che cosa sta succedendo? Jon/Milo ha appena spezzato il collo di un cavallo a mani nude! A MANI NUDE! Ma che forza smisurata ha? Va be’.

L’andazzo delle trama è questo, per cui preferisco non continuare in parte per evitare di fare troppi spoiler (anche se le cazzate diventano sempre più massicce andando avanti e qualcuna la metterò più avanti nell’articolo), in parte perché dovrei soffermarmi anche su altri aspetti. Ad esempio i VESTITI delle donne romane, completamente sballati: le donne non aveva scollature per mettere in mostra il petto, non avevano spacchi sulle cosce per far vedere le gambe e avevano le maniche lunghe fino al polso o fino al gomito. Diciamo che Wendy Partridge, la costumista, si è presa qualche libertà.

La RICOSTRUZIONE di Pompei invece merita una menzione d’onore. Anderson, per rendere il più realistica possibile la ricostruzione della Pompei del suo film, ha fatto delle riprese aeree delle vera Pompei per poi riportare fedelmente la pianta della città al computer e ricostruirla fedelmente con modelli 3D coadiuvato da esperti di storia antica. Davvero un ottimo lavoro, che richiede molto impegno e che porta via molto tempo. Sarah Yeomans, esperta di archeologia romana e insegnate all’Università della West Virginia, ha lodato pubblicamente (e un po’ ovunque) la ricostruzione fatta da Anderson.

I like the way that Anderson zeroed in on the details, in recreating the city in CGI.

[Sarah Yeomans, intervista apparsa su Huffington Post]

I thought Anderson did a pretty good job approximating what the city may have looked like.

[Sarah Yeomans, intervista apparsa su Live Science]

We have a lot of that in Pompeii: people would scrawl graffiti on the fronts of buildings and houses in the way they do today. Much of it was political in nature, campaign slogans, and this sort of thing. There are scenes where you can see that, in the background.

[Sarah Yeomans, intervista apparsa su Huffington Post]

One of the main drives of the storyline is the tension between the people of Pompeii and the imperial government of Rome. This is accurate. We have this idea that Pompeii was a Roman city, and it was Roman, in the sense that it was part of the Roman Empire. But culturally speaking, Pompeii was a Greek colony that was also populated by an Italic people called the Oscans, before it was ever part of Rome.

[Sarah Yeomans, intervista apparsa su Huffington Post]

Upper-class women would not have been roaming around the streets on their own, and would certainly not have been involved in political activities, nor would they have had bare arms and slits up their dresses. [si ricollega al discorso che ho fatto prima sui vestiti e sull’importanza delle donne]

[Sarah Yeomans, intervista apparsa su Live Science]

Questo fatto non so come interpretarlo perché una parte di me pensa: “Se un’esperta di archeologia romana ha detto che Anderson ha fatto un buon lavoro, allora deve essere vero.” Tuttavia c’è un’altra parte di me, quella più maliziosa e diffidente, che pensa: “Certo, e i commenti sulle quarte di copertina dei libri sono stati fatti tutti dopo aver letto per intero il libro.” Non so quindi quanto sia realistica la vita di Pompei riportata sullo schermo, però devo riconoscere che la quantità di lavoro svolto da Anderson per ricreare la città è notevole e, nonostante l’incertezza del risultato, merita un applauso, non solo per l’impegno dimostrato ma perché sempre più raramente si vede a Hollywood un regista che vuole girare un film storico e cerca di essere realistico.

Anche l’ERUZIONE del vulcano è stata fatta per essere il più simile possibile all’eruzione di un vero vulcano. Anderson infatti ha studiato molte eruzioni e guardato moltissimi filmati e parlato con esperti vulcanologi e geologi prima di realizzare la sequenza del Vesuvio che erutta. Ovviamente l’eruzione (che si verifica verso la fine del film) è preceduta da numerosi terremoti (sparsi per tutta la durata di Pompei) che causano timore nella gente, polvere che cade dai soffitti, cavalli che si imbizzarriscono ma nulla più. Leggendo l’intervista alla Yeomans ho scoperto che i romani conoscevano bene terremoti e vulcani ma anche che consideravano il Vesuvio ormai addormentato. Per questo non si preoccuparono dei vari terremoti (non collegandoli all’attività vulcanica del Vesuvio) finché non fu troppo tardi.

Anche il conseguente TSUNAMI si è verificato (sempre secondo gli esperti) ed è stato ben reso dalla CG. Sotto questi aspetti Anderson ha fatto davvero un buon lavoro e merita un altro applauso. Tuttavia la scena dell’inondazione della parte costiera di Pompei, da bella che può sembrare, viene brutalmente rovinata da quell’idiotissima SCENA DELLA NAVE: succede che lo tsunami solleva una trireme ancorata al porto e la spinge lungo una strada facendole travolgere tutte le persone che cercano di scappare fuggendo indietro verso le mura (anche se deve essere estremamente LOL essere schiacciati da una nave in strada!). Poi, la suddetta nave, tappa il la porta delle mura aderendo perfettamente al buco e l’inondazione si arresta e , di conseguenza, ad allagarsi è solo la parte più esterna della città, quella che va dalle mura interne al porto. Sì, come no.

Gli EFFETTI SPECIALI sono generalmente molto buoni. In alcuni casi sono memorabili, ad esempio lo sono per tutta la durata dell’eruzione (ben resa secondo me) o durante lo tsunami, in altri sono un po’ scemi, ad esempio quando le palle di lava cadono in città mentre la gente scappa (che sembrano uscite da un film non troppo bello degli anni ’80) o quando si apre una voragine nel suolo e un tizio ci finisce dentro. Potrei anche sorvolare sugli effetti speciali non proprio perfetti in alcune scene, ma, come si dice, “hanno fatto trenta, potevano far trentuno” e rendere un pochino meglio anche quelle scene un po’ meno curate.

Se dovessi dividere il film in parti a seconda dell’importanza dei temi trattati (non so neanche io che sto dicendo, fate finta che abbia senso), risulterebbe che:

  • 1/3 CG
  • 1/3 combattimenti
  • 1/3 love story

e mi sembra una suddivisione onesta. In realtà ci sono anche altre cose all’interno del film (tipo l’ambizione di Corvo, disposto a minacciare e uccidere pur di fare carriera ma che alla fine verrà distrutto dalla vendetta di Jon/Milo (che mi ricorda MOLTO Glabro che fa circa le stesse cose in Spartacus fino alla sua uccisione per mano di Spartaco (ma ho già avuto modo di far notare le somiglianze tra i due all’inizio dell’articolo (ma quante parentesi sto aprendo?)))), ma, essendo trame secondarie che Anderson sviluppa un po’ a calci e un po’ a cazzotti, non le inserisco nella torta lasciando la suddivisione finale in tre terzi.

E quindi passiamo ai COMBATTIMENTI. Tutto l’impegno e il duro lavoro svolto da Anderson nel voler ricreare Pompei nel modo più realistico possibile (e che si è meritato il mio plauso e parte del mio rispetto per questo), tutta la cura dei dettagli, dai graffiti alle merci esposte sui banconi lungo le strade, è in totale contrasto con il lavoro svolto nel rendere le scene di combattimento il più tamarro e irreale possibile. A partire dalla prima scena in cui vediamo Jon/Milo ammazzare tre gladiatori contemporaneamente in una sequenza che sembra uscita da Matrix. Posso capire anche cosa è passato nella mente di Anderson in quel momento: probabilmente egli voleva far sembrare Jon/Milo molto forte ma sarebbe stato sufficiente fargli battere un gladiatore in pochi secondi per dimostrare il suo valore. Un combattimento (con conseguente vittoria lampo) contro tre gladiatori non dimostra che Jon/Milo è molto forte ma che il film è fatto male e se ne frega del realismo (cosa che va in netto contrasto con l’intenzione di Anderson di voler rendere la ricostruzione della sua Pompei fedele al 100% alla vera Pompei). E questa non è l’unica scena di combattimento retard, infatti il film ne è pieno! C’è uno scontro fra una decina di gladiatori incatenati a una colonna (Jon/Milo incluso nel prezzo) che riesce a sconfiggere cinquanta legionari romani dotati di armatura, gladio, scudo e pilum. C’è una scena in cui Jon/Milo si impossessa di uno dei pilum e lo lancia con precisione millimetrica verso Corvo e per un soffio non lo trapassa (a circa quaranta metri di distanza…). Verso la fine del film assistiamo allo scontro finale tra Attico e Proculo, il braccio destro di Corvo. Le sequenze finali dello scontro possono essere riassunte in questo modo:

  • Dopo vari scambi di colpi, abbiamo Attico disarmato e in ginocchio e Proculo con il gladio in mano in piedi davanti a lui,
  • Proculo pianta il gladio nell’addome di Attico,
  • Attico spezza la lama di Proculo ancora infilata nel proprio addome,
  • Attico usa il moncherino del gladio (ad occhio sono circa cinque centimetri) per sgozzare Proculo.

Attico morente ha forza sufficiente per SPEZZARE il forte di una lama romana utilizzando la propria stessa carne come perno. Io non sono un esperto di storia antica, né di oplologia né di forgiatura del metallo o di armi bianche ma credo proprio che un gladio romano dell’epoca, forgiato per la guerra, fosse più resistente di così. Ma giusto un tantino. Magari una riproduzione da collezione, comprata a pochi denari nell’Internet e proveniente da paesi dove gli abitanti hanno gli occhi a mandorla, potrebbe non avere una buona resistenza, ma non è questo il caso.

E arriviamo alla LOVE STORY. È una bella storia d’amore, appassionata e tenera, che riesce a prendersi i suoi tempi e tuttavia non stride per nulla con il resto del film. Non ci crede nessuno, eh? Ovviamente la storia d’amore tra Jon/Milo e Cassia è quanto di più “a caso” si potesse immaginare. Cassia s’innamora di Jon/Milo quando lui spezza il collo di un cavallo a mani nude. Non so da quale forma di feticismo sia attratta Cassia ma ammazzare un cavallo avrebbe fatto svenire molte nobildonne ottocentesche (e loro erano esperte di romanticismo). La storia d’amore prosegue per imposizione di Anderson degli Incredibili Plot Hole: lei si innamora perdutamente di lui, tanto che al primo terremoto (che avviene circa il giorno dopo il loro arrivo a Pompei) lui viene mandato a calmare i cavalli, lei si intrufola con lui nella stalla e fuggono via. Non si capisce neanche per quale motivo si siano innamorati. Lui non è simpatico, non è galante, non è intelligente, non è particolarmente bello né carismatico. Lo stesso discorso vale per lei. Un colpo di fulmine improvviso per entrambi? Non lo so. Probabilmente non lo sa nemmeno Anderson.

La storia d’amore non è l’unica cosa a essere insapore, lo è anche la CARATTERIZZAZIONE dei personaggi.

  • Jon/Milo è l’ultimo discendente dei celti. È fortissimo, audace, coraggioso, senza macchia e senza paura, pronto a sfidare Roma e Corvo in qualsiasi secondo, a battersi contro dieci avversari contemporaneamente (cosa che fa davvero nel film) e vincere. Ovviamente è un Gary Stu e riveste anche il ruolo del Bel Tenebroso.
  • Cassia, nobildonna romana che si innamora perdutamente (e irragionevolmente) di Jon/Milo. È una ragazza bella (così viene detto, ma a me non sembra (i gusti so’ gusti)) e senza volontà, viene presa di mira da Corvo. Quando il malvagio Corvo arriva a minacciare la di lei famiglia, Cassia è disposta ad accettare il matrimonio con lui pur di salvare i propri genitori. In pratica lei è la Damigella in Pericolo e rivestirà tale ruolo per tutta la durate del film.
  • Attico è il guerriero fortissimo e temuto da tutti. Inizialmente è rivale del protagonista ma poi diverrà il suo migliore amico. È disposto a morire per Jon/Milo (chissà perché?). Riveste anche in parte la figura del Saggio Maestro che dispensa buoni consigli al protagonista.
  • Corvo è il Cattivo, quindi è spietato, sleale e viscido. Minaccia vecchi e donne di morte pur di raggiungere il proprio scopo (la scalata al potere nella piramide gerarchica romana). Chissà perché è innamorato di Cassia, al punto che preferirebbe sposare lei che fare carriera (una vera e propria ossessione, la sua).
  • Gli altri personaggi fanno da contorno e sono caratterizzati anche peggio.

Dulcis in fundo, la RECITAZIONE. KIEFER SUTHERLAND (Corvo) è senza dubbio l’attore migliore, senza uno come lui probabilmente il film sarebbe stato anche peggio di così. Anche ADEWALE AKINNUOYE-AGBAJE (Attico) mi ha convinto e non so perché mi è piaciuto anche SASHA ROIZ (Proculo) nonostante interpreta uno stereopatissimo braccio destro del Cattivo (cattivo e spietato a sua volta ma senza forza di volontà, che quindi si limita a obbedire agli ordine del capo, incluso quello di rimanere nell’arena durante l’eruzione per combattere contro Jon/Milo e Attico). EMILY BROWNING (Cassia) invece non mi è piaciuta perché ha sempre la stessa faccia in due ore di film (e questa non è l’esatta definizione di “perfetta recitazione”). KIT HARINGTON (Jon/Milo) è sicuramente il peggiore del gruppo (ed è il protagonista…). Non so se le scene d’azione siano recitate da lui (BENE) o da una controfigura (MALISSIMO) perché sono le uniche scene fatte bene. Durante il film non ha dimostrato di possedere una particolare dote nella recitazione: generalmente le sue emozioni sono o troppo accentuate o troppo poco. [Tutti questi colori (tutti insieme, per giunta) mi fanno male agli occhi!]

Non so perché ma è da un po’ che vedo in circolazione film in cui i protagonisti sono i protagonisti di famose serie TV (in corso o concluse da pochissimo), con un discreto budget alle spalle e magari anche qualche nome famoso tra i produttori come specchietto per le allodole. Questi film cercano di essere dei blockbuster e sfondare tutti i record al botteghino ma nella maggior parte dei casi invece vengono fuori film monnezza, i cosiddetti “tutto fumo e niente arrosto” (ovvero tanta CG e sceneggiatura poverissima). Ma soprattutto ho notato che le famose stelle delle serie TV non riescono ad adattarsi bene a un ruolo che non sia quello che rivestono all’interno della serie da cui provengono. Come se, in qualche modo, il personaggio che interpretano abbia influito sulla persona stessa, limitando le capacità dell’attore a quello specifico ruolo. Ma ora sto divagando e non c’entra nulla con il film. O meglio, qualcosa c’entra ma non è questo il punto.

Secondo me, Pompei è a metà strada tra un film brutto e un film trash. Non gli assegno un voto perché dare un voto alle cose, oltre a essere troppo limitativo, è anche mainstream e io sono un ribellino nato. Sicuramente non sarà il film più bello dell’anno (forse neanche il film più bello della settimana, ma va be’) ma se a voi piacciono gli effetti speciali esagerati e/o i film catastrofici e ve ne infischiate della trama o dell’accuratezza di alcune scene, allora questo film fa per voi. Altrimenti evitatelo.

SEE YOU AMAZING WIZARD…

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