Le Cronache del Cavaliere Scemo (VIII)

Bentornati, cari apprendisti. In questa giornata torrida torniamo a impelagarci nel mondo di Lodoss con i suoi personaggi bizzarri e privi di intelletto. Ma quanto tempo è passato dalla parte VII? Più di un mese, accidenti! Così tanto che mi sono quasi dimenticato a che punto ero arrivato con la storia. Ma grazie alla possibilità di leggere gli articoli vecchi alla mia infallibile memoria, ho ricordato velocemente il punto esatto dove eravamo rimasti: Spark ha appena salvato i suoi amici da una nave in fiamme. E da qui riprendo la narrazione.

Il gruppetto di superstiti (Gallac, Greevas, Laina e Marsa), dopo l’incontro con Spark voluto dal Deus Ex Machina Destino, viene trasportato in infermeria e mentre Leif si prende cura dei compagni Spark se ne resta seduto a guardare. Mi raccomando non alzare un dito ché aiutare gli amici è peccato morale. Alla fine i due, esausti, cadono addormentati l’uno sulla spalla dell’altro. Che dolciotti! E Deedlit pare pensare la stessa cosa mentre li fissa nascosta dietro una tenda… È una cosa inquietante e anche un po’ da maniaca. Per favore, Deedlit, non lo fare.

A quanto pare, guardare Spark dormire è lo sport nazionale di Lodoss visto che al suo risveglio trova i quattro feriti in piedi davanti a lui a fissarlo. «YO!» gli dice Gallac, come un vero nigga from the hood, e gli cala giù il pezzo rap.

Da Gallac veniamo anche a sapere che Aldo è disperso (informazione che avrebbe un certo impatto sul lettore se non sapesse già che Aldo è sano e salvo a Marmo) e che il gruppetto dei quattro è rimasto per cinque giorni alla deriva nell’oceano, in balia delle onde, in preda alla fame e alla sete, fino all’incontro con la nave di Marmo che li ha caricati e fatti prigionieri. Marsa aggiunge: «Ma soprattutto abbiamo catturato la nave di Marmo, come era nei nostri piani.» Prego? Se non sbaglio eravate legati come salami nella stiva e pronti per essere venduti come schiavi. Ma forse il mio concetto di ‘catturare’ è diverso dal vostro.

Cambio di POV e siamo al fianco di Parn a passeggiare per i corridoi del castello insieme a Wort. E qui devo inserire una piccola digressione per spiegare chi è Wort (perché se lo merita). Wort appare come protagonista nella saga Lady of Pharis ma è un personaggio ricorrente di tutte le saghe che compongono Le Cronache della Guerra di Lodoss. Wort, infatti, è uno stregone potentissimo che anni prima combatté al fianco di grandi eroi come Beld (re di Marmo e antagonista di una delle saghe migliori della serie, La Guerra Santa dei Re), Neese (nonna dell’attuale Neese, al tempo gran sacerdotessa di Marfa) e Karla (antagonista storica della serie di Lodoss e principale antagonista nella saga La Strega Grigia) in una guerra contro una divinità malvagia (il tutto è raccontato in Lady of Pharis). Vi sono anche altri nomi da citare ma per ora non ci interessano perché non avranno altri ruoli al di fuori di Lady of Pharis. Dopo la grandiosa vittoria, Wort prende a girovagare per Lodoss fino a che non decide di stabilirsi in un luogo lontano e poco accessibile (con l’età è diventato asociale). Parn, nella saga di La Strega Grigia, va a parlare con Wort affinché lo aiuti a trovare Karla e ci viene mostrato un Wort molto vecchio e totalmente disinteressato a ciò che sta accadendo a Lodoss. Per convincere Wort, Parn impiega giorni e ricorre a tutte le scuse possibili (questo particolare lo aggiungo per far notare quanto a Wort non gli importi più nulla di quanto accade a Lodoss e di ciò che ne sarà dei suoi abitanti). Alla fine Wort decide di aiutare Parn perché giunge alla conclusione che Karla sia un nemico per Lodoss più grande di quanto loro possano immaginare (e comunque si limita a rivelare il di lei nascondiglio, mica li aiuta davvero a combatterla!). Perciò Wort che lascia la sua dimora per recarsi a Rood sotto assedio per aiutare Spark a realizzare il piano più scemo che Lodoss abbia mai visto è totalmente out of character.

Come dicevo, siamo in compagnia di Parn e Wort e passeggiamo per i corridoi del castello. E chi incontriamo se non il Cavaliere Scemo in persona? Proprio lui. Spark si inginocchia davanti a Wort e si scusa per non averlo riconosciuto prima e lo ringrazia per averlo aiutato a salvare i suoi amici. Wort gli chiede quando abbia intenzione di partire per Marmo e Spark risponde che partirà il prima possibile. E aggiunge che è cresciuto ascoltando storie di eroi coraggiosi che avrebbe voluto emulare un giorno ma che ora vuole partire per Marmo non per gloria ma per salvare un’amica importante (del destino di Lodoss chi se ne frega, bravo Spark). Ora riporto una parte del discorso successivo:

Wort e Parn guardano Spark allontanarsi.

Wort: “Molte persone che si sono definite eroi hanno poi cambiato il destino di Lodoss. Come tu e Kashew.”

Parn: “Ora che sei qui, significa che hai intenzione di aiutarci a combattere Marmo?”

Wort: “No. Me ne vado. Ci rivedremo.”

Wort sparisce in un turbinio di carta igienica.

E questa rafforza la mia tesi che Wort sia solo un Deus Ex Machina.

Cambio di POV e siamo nella tenda di Ashram che sta discutendo gli ultimi dettagli prima dell’assalto a Roid (da non confondere con Rood, che è da tutt’altra parte). Veniamo a conoscenza che uno strano silenzio proveniente dalla città lascia intendere che re Etoh abbia dato inizio della Jihad. E non solo: giunge anche la notizia che Rood è caduta, quindi i soldati di Marmo si trovano ora tra l’incudine e il martello, senza più una via di fuga. Ma Ashram se ne sbatte e ordina all’esercito si schierarsi. Mentre i soldati si preparano, Ashram e pochi fidatissimi stanno allestendo una nave (l’accampamento è molto vicino al mare) da usare come mezzo di fuga in caso di disfatta. Come sapete la mia memoria è assai limitata quindi è molto probabile che mi stia sbagliando ma ricordo che nell’anime Ashram prepara le navi (non una, ma tante) dopo una grande sconfitta per trasportare gli uomini di Marmo (un luogo terribile, praticamente invivibile) verso un luogo migliore visto che nonostante tutti i loro sforzi non siano riusciti in alcun modo a conquistarsi un pezzo di terra su Lodoss (sì, l’anime è molto più poetico del manga).

Altro cambio di POV. A Marmo Aldo è impaziente perché vuole incontrare Neese e sfoga tutta la frustrazione e l’impazienza contro Jiba. Mossa poco saggia perché Jiba lo prende per il colletto, lo appiccica a terra e lo minaccia di morte. Intanto Aldo è la terza volta che cerca di farsi ammazzare. Caro ragazzo, non fare così. La vita è bella anche senza Neese, fidati. Anzi, senza Neese probabilmente è anche meglio.

Scopriamo che Jiba ha salvato la vita a Aldo (a suo tempo, nella nave, usando lo Scettro della Vita, ve lo ricordate?) perché lo ha preso in simpatia perché Aldo è disposto a rischiare la vita per una donna. Per Jiba è lo stesso. Avete presente quello spirito che Jiba è in grado di evocare? No? Fa niente. Jiba è in grado di evocare uno spirito che va in bestia e ammazza tutti quelli che ha davanti. Questo spirito è l’anima della sorella gemella di Jiba e Jiba è disposto a qualunque cosa pur di riportarla in vita.

Intanto nelle sale più in basso Vagnado si diverte a ricordare a una Neese inginocchiata a pregare quanti giorni le restano da vivere. Siccome mancano solo cinque giorni, ora dovrà iniziare la cerimonia di purificazione (nel senso che Neese non è abbastanza pura e casta di suo?). Ma Neese ha una volontà di ferro e dice che non cederà alle sue provocazioni e che gli mostrerà che alla fine a vincere sarà lei. SPOILER: NO.

Intanto c’è una salto avanti nel tempo e siamo con Sbarc appena sparkato Spark appena sbarcato sulle coste di Marmo e subito attaccato dalle bestie del Demonio. Con lui i soliti Gallac, Greevas, Leif, Laina e Marsa (che ha condotto la barca fin lì ma non ci pensa nemmeno ad andare dentro il castello).

Dopo essersi sbarazzati dei mostri, giungono alla conclusione che il modo migliore per non farsi vedere è evitare le strade principale, quindi si avvicineranno al castello (dall’altro lato del’isola) attraverso la Foresta dei Demoni, un luogo, si intuisce subito, non adatto a picnic e allegre scampagnate con la famiglia.

Mentre i nostri si divertono a scannare la fauna locale di Marmo, a Roid i soldati di Marmo hanno problemi a sbarazzarsi dei cittadini che, potenziati dall’incantesimo della Jihad, sembrano diventati zombie. Nel senso che saltano addosso ai soldati armati solo di un paletto di legno o che continuano ad attaccare gli invasori anche con una spada nell’addome. Ashram non ha altra scelta che ritirarsi. Mentre alla corte di Roid festeggiano la vittoria, re Etoh si rode l’anima per aver vinto tramite la Jihad (chissà quante persone saranno morte per colpa tua, Etoh). Ammetto che questa parte mi è piaciuta. Etoh un tempo non avrebbe sacrificato una parte delle persone ma posso immaginare che con il tempo sia cambiato (prima era un chierichetto, ora è un re) e abbia accettato come “giusto” il concetto di “sacrificarne pochi per salvarne molti”. La scena del re che si rattrista durante la vittoria per le vite che si sono spente non è particolarmente originale ma brilla per quanto è bella rispetto alla scena che sta per accadere.

Infatti, Spark & Co. hanno quasi raggiunto Konkara (questo è il nome del castello di Dark Town, a Marmo) e passeggiano per le strade di Dark Town incappucciati. La città è in subbuglio e ovunque ci sono uomini che corrono portando carri e armi d’assedio. Come è giusto che sia, nessuno si prende la briga di controllare cinque uomini sospetti (sono incappucciati) e armati (le loro armi sono in bella vista, mica nascoste cotto il mantello) che camminano e intralciano operazioni militari in tempo di guerra. Addirittura i nostri, siccome non danno abbastanza nell’occhio, fermano un tizio che spinge un carro pieno di barili e gli chiedono dove stanno trasportando tutte quelle cose. E il buonuomo, anziché urlare «Spie! Spie!», risponde gentilmente, anche se un po’ trafelato, che stanno preparando un’imboscata a Salvado (città portuale di Marmo) perché è lì che sbarcheranno i soldati di Lodoss. Poi Spark & Co. riprendono come se nulla fosse la loro marcia verso il castello continuando imperterriti a ingombrare le strade battute dai soldati. Nessuno li ferma, nessuno segnala la presenza di civili (o possibili spie) sulla strada a intralciare le manovre, nessun supervisore nota la loro presenza (anzi, è più corretto dire che non ci sia proprio nessuno a sovrintendere le manovre). Meraviglioso. Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare (cit.).

Mizuno mette altra carne sul fuoco e ci mostra una scena fra Jiba e un patriarca degli elfi oscuri che si sono incontrati casualmente per i corridoi di Konkara. Il patriarca sostiene che Vagnado stia facendo cose sospette e ordina a Jiba di tenerlo d’occhio. Mentre fa per andarsene, nota anche la presenza di Aldo Nova (ricordo che è alto almeno due metri). QUI (in basso a destra) c’è una vignetta con Jiba e Aldo l’uno affianco all’altro: spiegatemi come sia possibile non accorgersi di Aldo. Segue dialogo imbecille (che riporto a spanne):

Patriarca: “Chi è quell’uomo?”

Jiba: “Un mago di Flaim.”

Patriaca, urlando spaventato: “Perché hai fatto entrare un nemico nel castello?”

Jiba: “È un prigioniero.”

Patriarca: “Arrestatelo!” [Ordinare di arrestare un prigioniero è una cosa troppo nonsense e LOL allo stesso tempo per passare inosservata!]

Gli uomini della guardia del corpo del patriarca imbavagliano Aldo con una corda e gli legano le mani dietro la schiena.

Patriarca: “È pericoloso lasciare un mago libero di agire.”

Jiba: “Non mi importa nulla di quello che dici.” Poi, rivolto a Aldo: “Vediamo se riesci a salvare Neese con le tue sole forze.”

Jiba esce di scena. Cala il sipario.

Siamo arrivati all’ultimo volume (finalmente!) e Mizuno decide di infilarci intrighi di palazzo a Marmo e tensioni fra Jiba e il capo della comunità degli elfi oscuri. Mi sembra un po’ tardi per farlo, ma va be’. Ormai sappiamo che Mizuno è un burattino nella mani degli Incredibili Plot Hole che gli sussurrano ogni istante nell’orecchio e gli suggeriscono di uccidere il vicino di casa scrivere scena senza senso. Ora vi lascio, cari apprendisti. Ma prometto che ci rivedremo con un nuovo capitolo (l’ultimo?) su Le Cronache dell’Eroico Cavaliere.

Piccolo spoiler: nella prossima parte vedremo Spark e la sua brigata entrare nel castello (una scena degna di Scuola di Polizia) e Vagnado fare il rituale di evocazione.

SEE YOU AMAZING WIZARD…

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8 pensieri su “Le Cronache del Cavaliere Scemo (VIII)

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