D.Gray-man Reverse 1

Bentornati, cari apprendisti. Come avevo anticipato in un articolo precedente, oggi sono qui per parlarvi di D.Gray-man Reverse, una light novel spin-off della serie principale (D.Gray-man, appunto, di cui ho già parlato in un vecchio articolo), che ho letto poco tempo fa. Tuttavia, prima di parlarvi del romanzo (e di dare il mio Incredibile & Insindacabile Giudizio sull’Opera), faccio una piccola prefazione in cui parlo delle mie esperienze personali (lo so che non ve ne frega niente ma è un male necessario). E magari spiego anche che cosa sia una light novel per chi non lo sapesse (credo molti, dopotutto le light novel non sono ancora molto diffuse in Italia né, credo, nel resto mondo occidentale) così faccio un articolo più completo e mi candido all’Oscar come Miglior Blogger. Cosa? Che vuole dire che non esiste tale riconoscimento?

Dunque: cosa sono le light novel? Le light novel sono il corrispettivo giapponese dei romanzi young adult occidentali, ovvero romanzi per ragazzi dai toni più leggeri e dalle tematiche più gagliarde (piloti di mecha, demoni scesi sulla Terra, alieni sporcaccioni, ragazzi che rimangono intrappolati negli MMORPG… le cosiddette “giapponesate”, insomma ^_^). Le caratteristiche delle light novel sono:

  • linguaggio semplice, in modo da essere accessibile anche ai più giovani
  • numerose illustrazioni, a volte fatte dall’autore in persona
  • cover disegnate in stile manga
  • numero di pagine ridotto, compreso fra le duecento e le trecento (ma questa non è una regola)
  • dimensioni ridotte (sono grandi più o meno come un volume manga: 12cm x 17cm circa. Neanche questa è una regola)
  • prezzo contenuto (come sopra)

In pratica sono l’anello di congiunzione fra l’uomo e la scimmia fra il romanzo e il fumetto. Anzi fra il romanzo e la graphic novel.

Ultimamente le stanno importando anche in Italia visto il successo che riscuotono in Giappone (poi c’è il fatto che molti anime che stanno avendo (o hanno avuto) successo in Italia sono tratti da light novel (tipo Sword Art Online), un motivo in più per importarle) e io, curioso di leggerne una, ho deciso di comprare D.Gray-man Reverse. In realtà la mia non è stata esattamente una decisione spontanea ma sono stato costretto a farlo. Io mi sarei accontentato anche solo di sfogliarne una (per curiosità di vedere quante immagini ci sono, quanto sono grandi, quanto sono belle, cosa raffigurano ma anche lo stile di scrittura) ma le light novel vengono tenute tutte nel cellofan (dannati loro!) o sono sorvegliate a vista neanche fossero scrigni pieni d’oro. Dal momento che non posso scatenare una rissa con i negozianti, ho dovuto comprarne una. Nello specifico ho comprato il primo volume di D.Gray-man Reverse dei tre previsti. Chiudo la parentesi arcanocentrica e passo a parlare di D.Gray-man Reverse numero 1.

Anzi, chi volesse sapere qualcosa in più sulla serie principale e non ha letto il mio vecchio articolo, vi link QUI il migliore articolo che il web offre sull’argomento. Non so chi l’abbia scritto ma l’autore è un vero genio e un pozzo di cultura. Si capisce benissimo che sa di cosa parla ed è molto competente. Alcuni dicono che sia anche bellissimo, con occhi profondi e azzurri, fluenti capelli dorati e con un fisico invidiabile. Non sono molto credibile, eh? Peccato. ^_^

Ma torniamo a D.Gray-man Reverse e parliamo dell’Edizione. Per prima cosa devo segnalare che questa light novel in realtà non è una ‘novel’ (per chi non lo sapesse ‘novel’ è il termine inglese per ‘romanzo’) ma una raccolta di tre racconti ambientati nel mondo di D.Gray-man. E già così partiamo male. Io lo sapevo già da prima dell’acquisto e sono partito prevenuto ma ci tengo a farlo presente affinché altri non abbiano brutte sorprese. D.Gray-man Reverse è stato pubblicato in Italia dalla Planet Manga, divisione della Panini, e mi sembra che abbia fatto un buon lavoro. La carta mi sembra buona, il formato ideale (una pagina è poco più piccola di una cartella editoriale che a sua volta è un po’ più piccola delle pagine “normali” dei libri) e non stanca troppo l’occhio (non so perché ma avevo paura che avrebbero usato dei caratteri minuscoli ma per fortuna non è stato così). L’inchiostro non resta sulle dita e non traspare attraverso le pagine e i ghirigori gotici nell’angolo delle pagine sono graziosi. Faccio presente che non sono un’esperto di light novel (è la prima che compro, come ho detto) quindi potrebbe essere un’edizione pessima e sembrarmi buona. Oppure potrebbe essere un’edizione eccezionale rispetto alle altre ma, non avendone altre con cui fare il paragone, sminuirne il valore. Perciò mi limiterò a dire che A ME SEMBRA BUONA.

I Disegni sono dieci in tutto, a pagina intera, sparsi fra le pagine, con soggetti differenti e ritraggono alcune delle scene raccontate. Un po’ pochini direi ma non mi lamento. Alcuni sono molto belli (soprattutto quelli raffiguranti le scene del secondo racconto, in particolare quella con Kanda ricoperto di sangue, katana alla mano, in mezzo alle carcasse mutilate degli akuma. Non per la truculenza della scena (non sono un maniaco omicida) ma per il tratto con cui la scena è stata disegnata), altri sono simpatici, altri un po’ anonimi. La cover neanche è male, un po’ piena forse, e ritrae i personaggi principali dei tre racconti. C’è anche un poster in allegato, subito dopo la copertina, che non ho avuto il coraggio di staccare temendo che sarebbe venuto via anche mezza novel con esso, per cui è ancora al suo posto. Non è grande (2o cm x 17 cm, righello alla mano) ma è doppio (le due facce hanno un disegno diverso di cui uno che raffigura Allen davanti al sé stesso di tanti anni prima che sembra colorato ad acquerelli e che mi è piaciuto parecchio).

Passiamo al Contenuto, dove troviamo i primi punti dolenti. Nessuno dei tre racconti  è stato scritto dalla sensei Hoshino, e si vede. Incredibile Fregatura. Kaya Kizaki ha pensato e scritto i tre racconti mentre la sensei, a quanto pare, ha fatto le illustrazioni e supervisionato la parte scritta. Personalmente credo che non abbia supervisionato un accidente poiché molte meccaniche della serie principale funzionano diversamente all’interno di questo spin-off. Forse la Hoshino non ha notato nulla di strano leggendo la bozza (magari l’ha letta di fretta o, più probabilmente, alcune cose sono state cambiate dopo la sua lettura) e ha dato il via libera per la stesura definitiva. O forse ha dato il via libera anche se gli sono sembrate strane alcune scelte, non lo so. Alla fine l’impressione generale che ho avuto è stata quella di leggere una fanfiction. Scritta bene, per carità, ma comunque una fanfiction.

Altra nota dolente è la Scrittura. Leggendo i racconti in sequenza si nota un netto miglioramento e questo, secondo me, è riconducibile a tre soli casi.

Caso numero A: Kaya Kizaki non è una scrittrice professionista ma una scrittrice di fanfiction raccomandata. E questo spiega tutto. Però io non sono una persona maliziosa (non del tutto) e preferisco credere che questa sia la probabilità meno realistica fra le tre.

Caso numero B: Kaya Kizaki è stata chiamata dalla Shueisha a scrivere dei racconti spin-off di D.Gray-man e lei l’ha fatto. Tuttavia non avendo molta esperienza (magari era una scrittrice in erba) ha iniziato scrivendo malaccio ed è migliorata nel processo (come avevo accennato il primo racconto è quello scritto peggio mentre il terzo quello scritto meglio).

Caso numero C: la responsabilità è del traduttore e non di Kaya. Anzi dei traduttori, perché, come risulta dalla seconda di copertina, i traduttori sono tre: Laura Giordano, Lorenzo Bartone e Silvia Vascotto. Li ho cercati sull’internette (loro e la loro agenzia) ma non ho trovato nulla di utile quindi non saprei dire se questa fosse stata la loro prima traduzione o se fossero da decenni nel settore. Semplicemente non lo so. Magari lo stile della Kizaki era buono e loro hanno rovinato tutto essendo dei principianti o magari hanno fatto un lavoro di traduzione eccezionale e sono riusciti a mantenere lo stile non eccezionale della Kizaki. Non ho idea. Non sono neanche in grado di dire se si siano occupati ognuno di un racconto diverso ma sono spinto a credere di sì. Tre persone si sono occupati di tre racconti scritti in tre modi diversi. Mi sembra che il ragionamento fili.

Ma basta fare supposizioni, sarò oggettivo: il primo racconto è scritto male ed è pieno di ingenuità (ho intenzione di farci un articolo sopra quindi non mi soffermerò ora sui dettagli); il secondo migliora ma anche qui ci sono molte ingenuità (che non chiamo “errori” o “buchi nella trama” per non infierire dal momento che mi è piaciuto); il terzo è allegro con uno stile che ben si adatta al tema ma forse troppo calcato. E anche qui ci sono delle ingenuità.

[Edit del 08/08/2015: ho analizzato parte del primo racconto, come promesso, e potete leggere la mia smontatura cliccando QUI, in questo modo potete vedere con i vostri occhi tutti gli errori (errori che io, semplice lettore, ho trovato leggendo) e le ingenuità commesse dalla Kizaki (o dal traduttore, fate un po’ voi).]

Passiamo alla Comicità, che ho messo in una sezione a parte perché il tema merita di essere approfondito. Le scene comiche all’interno di D.Gray-man Reverse (ma lo stesso discorso vale anche per la serie principale) sono numerose e ad alcuni potrebbero non piacere. Eh sì, perché qui stiamo parlando di umorismo giapponese, che è un umorismo un po’ particolare, e chi non vi è abituato lo trova bizzarro e niente affatto divertente. Un esempio: lo stomaco di un personaggio che brontola per la fame e gli crea grande imbarazzo con i presenti che lo deridono. Questa scena è un evergreen della comicità giapponese ma a non tutti (soprattutto agli occidentali) piace. Come non piace a tutti il personaggio alto e grosso e dall’aspetto da duro che in realtà ha il cuore tenero, è molto emotivo e si mette a piangere per piccole cose. Oppure la scena del suddetto tizio grande&grosso che appena vede un caro amico che ha perso di vista per anni si lascia trascinare dall’emozione e gli si getta al collo travolgendolo. Altro evergreen giapponese. Io non ho nulla contro questo tipo di comicità, anzi l’apprezzo quando la trovo all’interno di manga e anime. Il problema è quando queste scene le trovi scritte e non disegnate, perché risultano oltremodo grottesche. Per mostrarvelo prendo una scena tratta dal primo capitolo:

[Allen si reca da Mother e fuori dall’abitazione trova Baba, il suo aiutante, che annaffia le piante in giardino. E lo saluta.] A quel saluto, l’uomo si volta e fa mostra di un viso che ricorda quello di un omino di zenzero. Semplice, gioviale, del tutto in contrasto con la mole gigantesca. La sua espressione dapprima perplessa, si illumina di un grande sorriso e Baba corre verso Allen a grandi passi, facendo vibrare la terra come un terremoto.

«Uoh! Eh, sì che ne è passato di tempo! Da quant’è che non ci si vede? Dunque… da quando padre Cross è partito, perciò… accidenti! Son ben tre anni?!»

«Baba, calmat…»

Ma il ragazzo non ha il tempo di finire la frase.

Viene investito in pieno da quel corpo enorme, che nell’enfasi di salutarlo, lo travolge letteralmente. Allen disegna un elegante e perfetto arco in aria, fino a schiantarsi al suolo in maniera assai meno aggraziata.

Il dolore dell’urto è tale che il suo corpo rifiuta persino di muoversi.

«Lo sapevo che sarebbe finita così. Ecco perché ho tentato di dirgli di calmarsi.»

“Che bisogno c’era di travolgermi come una valanga per farmi capire che è contento di vedermi? Non lo comprendo, davvero.”

Scena non particolarmente riuscita, non è vero? Sicuramente vista animata fa un altro effetto, ma letta è tutta un’altra storia. Già che ci sono (lo so che parlo troppo ma essere pignolo è più forte di me) vorrei far notare le virgole sballate (quelle evidenziate con il rosso nel pezzo che ho citato sono messe entrambe fra soggetto e verbo, un errore non indifferente) che mi lasciano pensare che i traduttori non siano proprio degli esperti. Nella parte finale invece vediamo Allen che parla direttamente al lettore. Penso questo poiché non ci sono altre persone nel giardino con cui Allen possa parlare e non avrebbe senso se parlasse a Baba usando la terza persona. Ennesimo errore dei traduttori (che hanno confuso una terza persona con una seconda) o errore di Kaya (che non si è accorta di aver sbagliato pronome)? E per finire il pensiero di Allen che sottolinea una cosa che il lettore aveva già avuto modo di capire leggendo i paragrafi precedenti. E qui sono sicuro al 100% che si tratti di un’ingenuità da scrittrice esordiente della Kizaki perché è un errore ricorrente fra i noob writers. E influisce molto sulla sensazione generale di star leggendo una fanfiction.

E ora, senza ulteriori indugi, passo la parola alla Giuria Senza Pari per l’Incredibile & Insindacabile Verdetto.

Arcano: “Il primo giudice, o meglio LA prima giudice è un’attenta lettrice con una grande esperienza, una vasta cultura e un forte senso critico: lei è Artemide, la mia gatta.”

Artemide: “Salve.”

Arcano: “Il secondo giudice è un ospite d’onore, mai apparso sull’Isola anche se mio amico di vecchia data, un marchese di origini genovesi ma con Roma nel cuore e autorità in materia di scherzi: lui è Onofrio del Grillo.”

Onofrio: “Ciao Arcano, è sempre ‘n piacere vedette. ‘N saluto pure ar pubblico.”

Arcano: “In cauda venenum Dulcis in fundo, il terzo giudice: una donna dalla forte personalità, apparsa in innumerevoli programmi televisivi e radiofonici, su riviste e su giornali, stimato membro della giurie di tutti i programmi di Talent Scout italici: lei è Mara Maionchi.”

Mara: “Ottima presentazione, grazie per gli elogi ma per me… è NO!”

Arcano: “Aspetta, non devi giudicare me, io sono il presentatore. I concorrenti devono ancora arrivare.”

Mara: “Eccerto, uno non è che viene qui e si inventa scuse. Hai sbagliato, basta. Dovresti chiedere scusa a me e a chi ci segue.”

Arcano: “Facciamo finta di niente e facciamo entrare il primo racconto, L’inizio del viaggio. La storia ha come protagonista Allen Walker, giovane esorcista in cerca dell’Ordine Oscuro. Durante la sua ricerca si reca da Mother, maestra del suo maestro, per scroccare un soggiorno gratuito e per chiedere indicazioni. Tuttavia al villaggio vi sono problemi: è da poco morto un ragazzo e la fidanzata è prossima alla depressione. Un dottore in combutta con il Conte del Millennio cerca di farla cedere alla tristezza e spingerla a creare un akuma. Allen verrà mandato da Mother al fianco della ragazza per proteggerla e farle tornare il sorriso. Ma ora passiamo la parola ai giudici.”

Artemide: “Personalmente non ne capisco il senso. Innanzitutto i problemi della ragazza non sono affari di Allen. Anzi, coloro che si autodefiniscono suoi amici e dovrebbero aiutarla la lasciano a crogiolarsi nel dolore senza mostrare un minimo di interessamento per lei. In seconda battuta Mother, se proprio ci tenesse alla ragazza, potrebbe benissimo andare di persona a tirarla su di morale e proteggerla dal dottore e invece se ne resta con le mani in mano, a giocare a carte nel monastero dove vive. Se non fosse arrivato Allen, la ragazza sarebbe morta e avremmo un akuma in più nel mondo. Le gag poi sono patetiche e non so proprio chi dovrebbero far ridere. Me no di certo. Lo stile di scrittura è blando e raffazzonato, pieno di scene cliché e personaggi messi lì solo per non far sembrar vuota la città in cui è ambientato il racconto. Per me è un secco NO.”

Onofrio: “Me so’ un po’ perso co’ tutte ‘ste chiacchiere, a ditte ‘a verità. Parla, parla ma alla fine nun dice gniente. Pare de sta a legge er segreto de Purcinella. Cioè, io l’avevo capito subito che er dottore era ‘n fijo de ‘na mi*****a però loro ce mettono l’anni a capillo. Dateve ‘na svejata, oh! Poi ‘a storia se conclude co’ tre pagine dopo che me ne so’ dovuto senti’ quaranta de cicaleccio. Nu’ m’è proprio piaciuto, ‘o sai? Pe’ me è ‘n artro NO.

Mara: “Vedo che Kaya si è impegnata, riconosco il suo talento e il suo duro lavoro, vorrei almeno riconoscerle lo sforzo per arrivare a questo risultato ma per… è NO.”

Arcano: “Molto male, il primo racconto viene stroncato dalla Giuria Senza Pari. Ma non disperiamo ci sono altri due concorrenti in gara in attesa di giudizio. Facciamo entrare Il villaggio della strega. In questa storia seguiamo da vicino una missione di Yu Kanda in cerca di un gruppo di finder (esploratori dell’Ordine Oscuro) con i quali si sono interrotte le comunicazioni dopo il loro arrivo al villaggio di Danker, in Germania. I finder vi erano stati mandati per indagare sulla sparizione di persone ma, essendo spariti anche i finder, l’Ordine decide di mandare ‘l’artiglieria pesante’: un esorcista. Lungo la strada per Danker, Kanda incontrerà Goz, unico finder sopravvissuto, che lo aiuterà durante la missione. Alla fine si scoprirà che il villaggio è stato distrutto da un akuma e toccherà a Kanda fare giustizia. Cosa ne pensano i nostri giudici?”

Artemide: “La storia della strega è toccante e inquietante al tempo stesso, magistralmente costruita. Vi sono elementi curiosi in netto contrasto con i postulati della Hoshino sui quali mi sento di chiudere un occhio in virtù degli sviluppi della trama non scontata. I personaggi, ahimè, sono patetici, primo fra tutti Goz che dovrebbe ricoprire il ruolo di spalla comica ma che in realtà passa la maggior parte del tempo a lagnarsi e piagnucolare. La scrittura in questo secondo racconto è davvero terribile, con continue digressioni su argomenti inutili e intrusioni del narratore onnisciente che ci spiega cosa passi per la testa di ogni singolo personaggio. Davvero sgradevole, tuttavia migliore del primo racconto. Non mi sento di bocciarlo in toto ma i difetti sono molti ed evidenti e finiscono per prevalere sui pregi. Fosse per me al racconto darei un NÌ, ma siccome ho una fama da disgraziata stroncatrice di esordienti da proteggere dico NO.”

Onofrio: “A me m’è piaciuto. ‘A storia è gajarda e Kanda è ‘n coatto come pochi. Goz ‘nvece è teribile. Sta sempre a piagne e lametasse. Da ‘e parti mie se dice “grande, grosso e fregnone” pe’ indica’ ‘e persone come lui. Però er resto da’ ‘a storia nun è male. Io je dico SÌ.”

Mara: “La storia è bella, i personaggi interessanti, la atmosfera ottime, ho trovato emozionante la storia della strega ma per me… è NO.”

Arcano: “Il secondo racconto lascia un’impressione migliore ai giudici e arriva alla sufficienza che non avrebbe problemi a superare se non fosse per uno stile di scrittura incerto. Ma ora l’ultimo dei tre, Bak Chan’s Capriccio. Il racconto, di natura comica, ruota intorno al personaggio di Bak Chan, direttore della sede asiatica dell’Ordine Oscuro. Bak è un uomo molto capace e intelligente (e anche un po’ arrogante) e ritiene di essere il membro migliore dell’Ordine. Tuttavia è stato assegnato alla sede asiatica anziché al quartier generale e questo ancora gli brucia. Infatti ritiene che Komui Lee (l’attuale direttore del quartier generale) abbia ottenuto il posto con l’inganno e Bak si reca alla sede principale dell’Ordine con delle bustine di un tè che costringe chi lo beve a non mentire per un tempo limitato. Grazie a questo tè speciale Bak medita di farsi rivelare tutti i segreti che Komui nasconde per detronizzarlo. Ma il suo piano è destinato a fallire e passerà da un insuccesso all’altro attraverso molte figuracce. Questa il contenuto del terzo e ultimo racconto. Ora passerò la parola ai giudici.”

Artemide: “Il testo, raccontato in prima persona, si lega bene alla comicità degli avvenimenti e permette anche di capire meglio le motivazioni e i pensieri di Bak. Kaya lascia da parte l’intrusivo narratore onnisciente dei primi due racconti e di questo la ringrazio. I siparietti comici sono simpatici ma non eccezionali. Devo ammettere che il finale mi ha spiazzato, non mi aspettavo una simile svolta nelle ultime pagine. Una degna conclusione per questo tipo di racconto. Per me è SÌ.”

Onofrio: “Ma ‘sto tè è ‘na cosa meravijosa! ‘O vojo pure io! Sai li scherzi che ce tiro fori? Comunque er racconto m’è piaciuto pure a me. Pure pe’ me è SÌ.”

Mara: “Ho visto l’entusiasmo, ho notato lo spirito ironico, ricosco l’impegno ma per me… è NO.”

Arcano: “La Giuria ha espresso i propri pareri sui tre racconti in gara. Vogliamo azzardare una valutazione muerica? Ve la sentite?”

Artemide: “Ma sì, già che ci siamo, facciamo le cose per bene. 6 su 10.”

Onofrio: “A me m’ha fatto pure ride e m’ha dato ‘n sacco de idee nove. Io je do 8 su 10.”

Mara: “Per me… è NO.”

Arcano: “Il ‘NO’ non è un numero. Ti ho chiesto di dare un voto numerico.”

Mara: “Te l’ho detto: NO. A me non piace ripetermi. Sono stata invitata per fare il giudice ma ho l’impressione di essere stata messa qui per essere derisa.”

Arcano: “E così si conclude la prima e ultima apparizione della Giuria Senza Pari che non mi aiuterà mai più ancora in futuro nella valutazione di libri, raccolte, film, fumetti e quant’altro. Arrivederci, cari spettatori!”

Bene, credo di essere stato abbastanza chiaro nella valutazione. Probabilmente no, ma va be’. Tutto sommato la raccolta è fatta bene, i racconti sono simpatici ma soprattutto io avevo voglia di leggere qualcosa su D.Gray-man e mi sono accontentato dello spin-off visto che la serie principale è in fermo da più di un anno. Sperando che la sensei Hoshino riprenda presto a pubblicare, io continuerò a comprare le light novel di D.Gray-man Reverse. Non si tratta di nulla di eccezionale, anzi, i molti errori e la scrittura incerta potrebbero (giustamente e sicuramente) dar fastidio a qualcuno. Mi sento di consigliare D.Gray-man Reverse solo agli appassionati in astinenza, altrimenti evitate.

Per chi le volesse comprare, avviso che il prezzo è di 6.90€ cadauna. Il prezzo potrebbe mantenersi stabile per le tre raccolte ma, trattandosi della Planet che è solita aumentare arbitrariamente i prezzi, potrebbero anche venire a costare di più. Detto questo, vi saluto.

{PS. Questo articolo è stato scritto nel peggior italiano possibile, pieno di parentesi e interruzioni di ogni tipo, con un quantità incredibile di cose che non c’entrano nulla e supposizioni che non portano a una conclusione, le valutazioni sono troppo soggettive e non portano a niente di significativo. Lo so, sono un recensore vergogna.}

SEE YOU AMAZING WIZARD…

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7 pensieri su “D.Gray-man Reverse 1

  1. CIao! Le light novel di DGray non le ho lette ma ho provato a leggerne altre come quelle di Vampire Knight e di Bastard!!.
    La divisione in racconti credo sia tipica di questo formato perchè tutte le LN che conosco sono così (VK, BAstard!! ma anche Full Metal Alchemist e Pandora Hearts sono così), ci sono eccezioni come ad esempio Lodoss (e sì, viene considerato LN pure quello) ma principalmente sono tutti a racconti.
    Poi, questi racconti a volte servono per trovare un nuovo pubblico, quindi più o meno spiegano tutto, sono indirizzati sia a un pubblico che non conosce nulla sia a uno che conosce vita morte e miracoli dell’opera che tratta.
    Ora, gli errori che hai trovato:
    “La sua espressione dapprima perplessa, si illumina ”
    Qui si sono dimenticati la virgola dopo “espressione”, “dapprima perplessa” è un’incidentale e le virgole possono esserci come no (prova a leggere senza la parte “dapprima perplessa”, non compromette il significato della frase)
    “Viene investito in pieno da quel corpo enorme, che nell’enfasi di salutarlo, lo travolge letteralmente”
    questo credo sia proprio un errore di chi ha tradotto di non sapere che cos’è un’incidentale. Come prima “nell’enfasi di salutarlo” è incidentale, la togli e la frase non ne risente. Il problema è che… la virgola va messa prima del che. Vero che i giapponesi hanno uno stile tutto loro nei romanzi, ma dai pezzi che hai messo credo che siano proprio i traduttori a non riuscire a rendere in italiano (forse troppa attinenza al testo originario).
    questo: “«Lo sapevo che sarebbe finita così. Ecco perché ho tentato di dirgli di calmarsi.»” è rivolto più a se stesso credo, tipo quando parli tra te e te lamentandoti di qualcosa.
    Normalmente le LN le evito… lo stile giapponese non mi entusiasma anche se ce ne sono alcune che vorrei leggere (guarda caso FMA, Pandora Hearts ma anche quelle di Fate Zero o Kyoukai): presente, prima persona… stili che non mi aggradano ed essendo, appunto, “Light” non fanno per me…

    Se vuoi leggere qualche LN ti consiglio le prime due di Bastard!!, quelle mi erano piaciute molto. Purtroppo è un genere di romanzi che non va bene alle persone che cercano qualcosa di più della semplice trama in un libro (ovvero lo stile magari un pochino più articolato e studiato).

    Ultima cosa: “. La sua espressione dapprima perplessa, si illumina di un grande sorriso e Baba corre verso Allen a grandi passi, facendo vibrare la tetta come un terremoto.”
    Tetta? O.o
    Scusa il papiro XD

    Mi piace

    • In realtà le light novel che hai citato tu sono tutte opere derivate e non so perché siano tutte delle raccolte. Forse tutte le serie spin-off hanno questa forma, non so. Invece le serie che nascono come light novel e non come opere derivate da un’altra serie sono davvero dei romanzi. Ad esempio Lodoss che hai citato tu o Sword Art Online che ho citato io. Ma ce ne sono altre centinaia che non mi metto a citare perché se no si capisce che sono stato su Wikipedia. XD

      Mi ero accorto che in entrambi gli errori vi fosse coinvolta una proposizione incidentale. L’errore comunque rimane loro perché con le incidentali in mezzo alla frase andrebbero o due virgole (una prima e una dopo) o nessuna. Una sola virgola è un errore. Poi io sono stato un po’ bastardo e anziché far notare la mancanza di una virgola ho condannato l’uso dell’altra. 😛 Dopotutto io vedo quello che c’è, non quello che non c’è. E quello che c’è è una virgola fra soggetto e verbo. Due volte nel giro di otto righe, tra l’altro.

      L’immagine di Allen che parla con il lettore mi ha fatto ridere e l’ho detto apposta XD Più o meno avevo capito che parlasse da solo. Resta il fatto che generalmente la gente non parla da sola a voce alta perché altrimenti viene presa per matta. Piuttosto mi ha lasciato perplesso la scelta di Kaya di fargli dire una cosa e poi pensarla anche. O l’una o l’altra, non servono entrambe.

      La tetta che vibra come un terremoto è un errore mio. Mi è scappato rileggendo il testo e ora l’ho corretto. Grazie di avermelo fatto notare.

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  2. La mia era solo pignoleria e basta XD l’errore c’era e dà fastidio, lo so. Fai te che con tutto l’amore che provo per la saga di Dragon Age io non riesco seriamente a comprare i libri della multiplayer. Ho preso i primi due e ci sono rimasta male… se nel videogioco mi traduci una parola in un modo, perché nel romanzo quella parola cambia? Avrei potuto pure capire la Mondadori… ma la multiplayer no, dai… per non parlare di frasi come: “si alzò; di là e andò. Incontrò […]”
    Non scherzo, erano tipo ogni tre pagine… questo è un esempio, se vuoi posso controllare qualche errore\orrore più specifico XD
    Per la questione di Allen sì, da un fastidio cane… il problema è che non sono esperta dello stile giapponese in prosa per capire se è tipico loro o meno dover dare voce a TUTTI i pensieri in modo diretto. Le poesie orientali ad esempio non mi piacciono proprio :\

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