La Lista Nera del Fantasy #2: Elfi

Bentornati, graziosi apprendisti! Arcano oggi veste i panni dell’antropologo e vi parlerà di un popolo molto diverso dal nostro, più aggraziato, potente e antico di noi: il popolo elfico. Ma chi o cosa sono gli elfi? Lo scopriremo oggi nella nuova puntata di Superquark con questo nuovo articolo della Lista Nera.

Nella stesura dell’articolo sono stato aiutato dal mio vecchio amico e collega Piero Angela che oggi è qui con noi. Un Incredibile Applauso per lui! Detto questo possiamo cominciare. Ma prima, la pubblicità. 

SIGLA

La mitologia norrena vuole che gli elfi siano spiritelli dei boschi, di bell’aspetto ma invisibili agli uomini, in grado di manipolare gli elementi. Sono molto agili e possono passare completamente inosservati sotto il naso agli uomini senza farsi vedere o sentire. Sono anche in grado di utilizzare la magia e si dilettano a cantare e suonare nelle notti al chiaro di luna e delle stelle. Gli elfi proteggono il bosco nel quale dimorano e puniscono chiunque osi danneggiare anche un solo albero.

Una seconda tradizione vuole invece che gli elfi siano gli spiriti dei defunti rimasti su questa terra e che puniscano gli uomini per diletto infliggendo malattie e dolori.

Nell’Edda di Snorri Sturluson gli elfi vengono divisi in due categorie: gli elfi della luce e gli elfi oscuri.

Gli elfi della luce, detti Liósálfar, vivono nell’Álfaheimr e portano prosperità e buona sorte, sono benevoli nei confronti degli esseri umani che riescono a guadagnarsi la loro fiducia ma diffidenti verso tutti gli altri.

Gli elfi oscuri, detti Døkkálfar, vivono nello Svartálfaheimr, un regno sotterraneo, o nei boschi più oscuri e profondi e portano sfortuna, malasorte e disgrazie. La loro figura è associata alla morte e alla malattia. Dai Døkkálfar deriva (o è derivata?) l’immagine del nano, creatura che vive nel sottosuolo amante dei metalli.

Secondo alcuni questa distinzione in due razze da parte di Snorri (lui è stato il primo, nessuno l’aveva mai menzionata prima) è dovuta all’influenza che la religione cristiana ebbe sulla mitologia norrena e infatti è facile rintracciarvi la contrapposizione fra angeli e diavoli.

In Scandinavia gli alfi fanno parte del Pantheon norreno che si divide in due gruppi: gli Æsir (nel quale troviamo i famosi Odin e Thor) e i Vanir. Questi ultimi in particolare, essendo protettori della natura e in grado di utilizzare la magia, vengono considerati elfi da molte fonti. Nel Grímnismál, poema contenuto nell’Edda di Snorri, viene detto che a Freyr, padre dei Vanir, viene dato in dono l’Álfheimr (che significa ‘mondo degli elfi’), nel quale va ad abitare con gli altri Vanir. Dopo il Medioevo gli elfi vengono lentamente dimenticati e sostituiti dalla ‘gente nascosta’ che prende vari nomi a seconda della regione: huldufólk in Islanda; huldra, skogsfru o skogsrå in Norvegia e Svezia; vetter, nisse o bjærgfolk in Danimarca.

In Germania invece si credeva che gli elfi fossero creature malvagie, portatori di malattie e sventure, che imbrogliassero le persone per divertimento e che tentassero le fanciulle per poi stuprarle. Gli elfi possedevano un arco e le loro frecce arrecavano grandi dolori fisici e disturbi mentali. Ad esempio, ‘alptraum’, la parola tedesca per incubo, significa letteralmente ‘sogno portato dagli elfi’. Col tempo le cose cambiano e gli elfi diventano sempre più simili ai nani fino a sovrapporsi. A testimonianza di questo passaggio vi è il re dei nani che appare nel Nibelungenlied, chiamato Alberich che significa ‘potente elfo’. Dopo il Medioevo gli elfi vengono dimenticati e sostituiti definitivamente dii nani che diventano i protagonisti delle storie folkloristiche tedesche.

{Piccola curiosità: la madre di Martin Lutero, Margarethe Lindemann, in alcuni testi chiamata anche Margarethe Ziegler, credeva ciecamente nell’esistenza degli elfi e tramandò questa suo convinzione ai figli insegnando loro a temerli e non disturbarli per non destare la loro ira. Nel 1531 la donna si ammalò gravemente e morì poco dopo. Secondo i figli, Martin inlcuso, la causa della sua morte furono le frecce degli elfi.}

In Inghilterra gli elfi vengono associati in un primo momento a Mare, goblin che si diceva sedersi sullo stomaco delle persone durante il sonno per far venire loro gli incubi (ricordate ‘alptraum’?). Col tempo gli elfi ottennero un’immagine propria, umanoide, ereditata dalla tradizione tedesca, e si affermarono anche nel folklore inglese. Gli elfi vengono citati come causa di dolori improvvisi (reumatismi) nel Wið færstice, un canto o preghiera rituale contenuto nel Lacnunga, una raccolta medica di canti e rituali specifici da utilizzare per lenire dolori e sofferenze. Nel Medioevo si diffonde l’immagine dell’elfa intesa come creatura femminile estremamente bella e seducente che tenta i giovani cavalieri erranti. Col passare degli anni le elfe diventano alate e sempre più piccole fino a diventare fatine. Dopo il Medioevo le fatine sostituiscono definitivamente gli elfi nelle leggende popolari.

In Scozia l’immagine dell’elfo resiste per molto più tempo ma esce cambiata dopo il Medioevo: gli elfi, infatti, iniziano a vivere in mezzo agli uomini e sono in grado di diventare invisibili a piacimento per non farsi vedere. A volte tuttavia gli elfi decidono di palesarsi agli occhi degli uomini per dare loro poteri sovrannaturali come ad esempio quello di guarire le persone con il semplice tocco delle mani e numerose sono le testimonianze di uomini e donne che giurano di averli incontrati.

Grazie per averci seguito. Buonasera.

….

Salutiamo e ringraziamo Piero Angela per il suo brillante quanto illuminante intervento. Se vuole tornare, noi la aspetteremo sempre a braccia e orecchie aperte. ^_^

Bene, dopo aver fatto un po’ di storia degli elfi direi di andare ad analizzare gli altri elfi, quelli portati in auge da Tolkien, quelli millenari con la messa in piega: gli elfi fantasy. Aggiungo che io non ho nulla contro gli elfi di Tolkien ma odio profondamente gli elfi di tutti i romanzi fantasy successivi che sono la brutta copia di quelli del Signore degli Anelli o che, nel peggiore dei casi, sono presi dal Manuale del Giocatore di Dungeons&Dragons 3.5. Il motivo è semplice quanto intuitivo: quelli sono gli elfi di Tolkien! Che ci fanno in un romanzo dove non c’è scritto ‘J.R.R. Tolkien’ sopra il titolo? Ladri lestofanti! Inventatevi le vostre razze fantastiche e lasciate perdere Tolkien e D&D (che a sua volta ricopia Tolkien, ma vabbè)!

Prima di analizzare meglio i biondissimi elfi voglio almeno menzionare gli elfi in modalità ‘instancabili lavoratori’. In pratica gli elfi che appaiono nel racconto dei fratelli Grimm, nel quale aiutano un calzolaio e riparano in una notte tutte le scarpe che egli ha lasciato sul tavolo da lavoro. Da questi derivano gli elfetti di Babbo Natale e gli elfi domestici della Rowling. Ma di questi elfi non parlo male perché mi piacciono.

I biondissimi elfi non hanno nulla o quasi in comune con quelli della tradizione passata né con quelli di Harry Potter. E ciò è male. Ho qui un comunicato della polizia in cui viene descritto un elfo. Se doveste incontralo, vi prego di chiamare subito le autorità.

Esemplare maschio, di bell’aspetto, millenario, armato. Dimostra non più di vent’anni. Alto, corporatura esile. Lunghi capelli biondi come l’oro, occhi verdi come gli smeraldi o, secondo altre fonti, azzurri come il mare. Alcuni testimoni riferiscono che gli occhi siano profondi e in grado di guardarti l’anima: evitare il contatto fisico ad ogni costo. Agile e aggraziato, lineamenti fini ed esotici, secondo alcuni ‘affilati’. Porta con sé uno strumento musicale e un arco. Il soggetto è pericoloso e instabile, evitare ogni contatto. Chiamare le autorità se avvistato.

La descrizione fatta dalle forze dell’ordine è esaustiva quindi non aggiungerò altro sul loro aspetto fisico e parlerò delle loro malsane abitudini e della loro scarsa cultura.

Gli elfi vengono dipinti (nel 99% dei casi) come esseri immortali o millenari, appartenenti alla civiltà più antica fra quelle nominate nel romanzo in cui si trovano, molto intelligenti, forti e col dono naturale di utilizzare la magia. Nonostante tutto si trovano verso il fondo della catena alimentare, qualche anello sopra i sassi, i vermi e i goblin. Perché? Ho motivo di credere che in realtà gli elfi non siano proprio così intelligenti come dicono di essere. Per esempio un popolo che vive sulle casette sugli alberi come i bambini non può essere preso troppo sul serio, non vi pare?

Un loro grosso problema (ma la colpa qui è dell’autore pigro o incapace) è l’inesistenza di un sistema socio-economico. Voglio dire: che fanno gli elfi tutto il giorno oltre tirare frecce, ascoltare gli usignoli e cantare? Hanno campi arati? Hanno degli orti? Degli allevamenti di bestiame? Hanno l’acqua corrente o devono ricorrere a dei pozzi (che in mezzo ai boschi non sono una buona soluzione)? Quando devono andare al bagno, come fanno? Hanno bagni pubblici? Esiste la cartamoneta? Hanno delle banche? L’artigianato? E il turismo? Nella maggior parte dei casi questi aspetti non vengono neanche accennati. E ciò è male perché mina parecchio la credibilità dell’intero romanzo.

Sappiamo da fonti attendibili che il loro livello tecnologico si ferma un pezzo prima dell’invenzione della macchina tipografica modello Gutemberg. Ergo i libri che hanno sono scritti a mano (secondo voi esisteranno gli elfi amanuensi?). Ma qui sorge il dubbio: gli elfi sanno leggere? Gli elfi di Tolkien hanno un alfabeto complesso e hanno dato prova di non essere analfabeti, ma gli altri? Supponendo un livello di cultura medioevale, direi di no. Forse forse, a voler essere generosi, 15% della popolazione sa leggere e scrivere e far di conto. Gli altri sono buoni solo come modelli per D&D D&G.

Dove vivono gli elfi? I villaggi elfici sorgono in posti non facilmente raggiungibili (come il cuore del bosco più antico e grande del mondo) e, come se non bastasse, sono protetti da incantesimi affinché nessuno lo trovi e/o vi possa entrare. Tutti quelli che vi entrano senza il permesso scritto del Re degli Elfi controfirmato dalla Regina, dal Viceré e da tutti i membri del Gran Consiglio riunito vengono attaccati a vista. Quella che si chiama ‘una calda accoglienza’, nevvero?

Ma ora passiamo al momento della verità. Abbiamo visto che gli elfi e la loro società ma non sappiamo cosa gli elfi pensano degli altri. Perciò, cosa pensano gli elfi degli altri popoli? Ecco qui una lista:

  • Umani = sgraziati, stupidi, aggressivi
  • Nani = puzzolenti, cafoni, ubriaconi
  • Orchi = stupidi, cattivi, sporchi
  • Draghi = avidi, egoisti, asociali
  • Gnomi = superficiali, pigri, sbruffoni
  • Folletti = disonesti, ladri, codardi

Da ciò se ne deduce che gli elfi sono razzisti. Per fare un paragone, direi che gli elfi nel mondo fantasy sono come i contadini texani di inizio secolo scorso.

Come uccidere gli elfi. Quello che mi chiedete di fare prende il nome di ‘genocidio’ ed è contrario alle Convenzioni di Ginevra. Ma a me non importa nulla (ho già detto che sono una brutta persona?), perciò vi consiglio di utilizzare armi di distruzione di massa come la Bomba Zar sganciate direttamente sulla testa del Re così li prendete tutti, tanto gli elfi sono tutti radunati intorno al palazzo reale che non hanno un accidente da fare tutto il giorno. Agli Scrittori, invece, consiglio di inventare un nuovo popolo. Ma se proprio volete usare gli elfi perché sono troppo f1k1 allora dovreste almeno creare una società con struttura gerarchica simile a quella medioevale. Lo so che vi dispiace vedere un elfo macellaio lordo fino ai gomiti di sangue o uno tutto sporco e puzzolente che fa lo sguattero o uno buttato a terra con addosso più zella che stracci che fa il senzatetto ma sono cose che esistono quindi DEVONO essere presenti, altrimenti vi ritrovate ad avere per le mani una comunità di bifolchi analfabeti razzisti (e secondo me qualcuno dovrebbe scriversi un libro a riguardo perché sarebbe un bel capovolgimento dei canoni del fantasy). Comunque non è necessario seguire il filone medioevale: dal momento che gli elfi sono molto attaccati alle tradizioni e refrattari alla tecnologia andrebbe bene anche una società sul modello romano o greco (polis elfiche? Ke F1k0!).

Confido nelle vostre capacità e nelle vostre brillanti menti. Un saluto.

SEE YOU AMAZING WIZARD…

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