Facciamo un Gioco

Bentornati, vispi apprendisti! Oggi scrivo un articolo con tante velate metafore, ok? Lo faccio per un motivo ben preciso che rivelerò alla fine dell’articolo, per ora prendetelo come una sorta di gioco. Io dirò delle cose e voi cercherete di immaginarle così come io le dico. Parlerò di luoghi, persone e date reali per praticità ma tutto ciò che nominerò è metafora di qualcos’altro (quindi quando dico ‘Inghilterra’ non intendo veramente ‘Inghilterra’). Io lo dico a scanso di equivoci: questo non è un articolo di storia. Ve lo dico subito, prima di iniziare il Gioco perché altrimenti gli appassionati di storia potrebbero mandare dei sicari a uccidermi. E ci tengo ancora al mio collo. Detto questo, direi che possiamo cominciare. ^_^ 

Siamo nell’Inghilterra del 1432 e il Paese è ancora scosso dalla morte di re Giovanni Lancaster. Sul trono d’Inghilterra ora siede il giovane figlio di Giovanni, Edoardo, che il re ebbe con Maria Tudor. Giovanni Lancaster era il maggiore di tre fratelli e quindi erede al trono di diritto. I fratelli non osarono mai mettere in discussione il diritto di Giovanni di sedere sul trono e si accontentarono di titoli minori e dell’onore di far parte della famiglia regnante.

Il secondogenito dei Lancaster, Giorgio, venne nominato dal fratello Duca di Birmingham nel 1425 e vi andò a vivere lasciando la corte londinese. Il terzo fratello, Riccardo, rimase a Londra e divenne un importante consigliere del re (Giovanni, suo fartelo) nonché membro della sua guardia personale. Alla morte di Giovanni, anche Riccardo lasciò la reggia e si trasferì a Cardiff, nel Galles.

Avete immaginato tutto correttamente? Bene. Andiamo avanti.

Edoardo è ancora un ragazzo e le decisioni che prende sono dettate dagli interessi della madre Maria, una donna assai egoista e lasciva. Vista la partenza di tutti i Lancaster e del loro seguito dalla corte, fa venire molti Tudor a Londra ai quali assegna titoli e posizioni senza badare ad altro. Il di lei fratello, Enrico, è una persona molto più assennata e cerca di mettere un freno alla sorella sulla sua politica mirata a far diventare i Tudor la famiglia più importante e potente d’Inghilterra. I due entrano inevitabilmente in contrasto.

Ma i favoritismi della regina nei confronti dei Tudor è malvista sia dal popolo sia dai Lancaster che si affrettano a correre alle armi per riprendersi il trono. L’accusa ufficiale che viene mossa da Giorgio è che Edoardo non sia figlio di Giovanni ma un figlio che Maria ha avuto da un altro uomo. Con queste premesse, sarebbe quindi Giorgio stesso il legittimo erede al trono. Intenzionato a riprendersi ciò che è suo, il secondogenito Lancaster riusce a trovare sostenitori e si prepara a marciare su Londra alla testa di 5.000 uomini.

Intanto a Cardiff, Riccardo è riuscito a ottenere il sostegno di tutti i nobili del Galles ed è pronto a mettere su un esercito per sfidare la tirannia Tudor. Il giovane e irruento Riccardo parte prima che il fratello finisca i preparativi e parte alla volta di Londra a capo di 100.000 uomini che lo chiamano ‘Re Riccardo’.

Agli occhi di Giorgio, quello di Riccardo è un tradimento e chiede spiegazioni al fratello sul suo gesto. Riccardo risponde che il diritto di successione passo in secondo piano di fronte a un esercito sconfinato come il suo e che il trono è di chi lo prende per primo e rimane nelle mani di chi riesce a difenderlo meglio. Giorgio intima al fratello di arrendersi e unirsi a lui nella sua causa perché Giorgio l’avrebbe ricompensato adeguatamente soddisfacendo ogni suo sogno ma Riccardo gli ride in faccia. Questo è l’incontro tra i due re avvenuto nei pressi di Birmingham nel 1435.

Avete immaginato tutto? Bene. Questa era solo la premessa, il bello arriva ora.

Riccardo non può proseguire la marcia lasciando alle sue spalle il fratello infuriato alla testa di 5.000 soldati perché un suo attacco alla spalle mentre Riccardo affronta le forze dei Tudor potrebbe significare la sconfitta, anche per un esercito di 100.000 uomini. È necessario eliminare la minaccia subito. Tuttavia Riccardo non ha intenzione di fare del male al fratello e dà l’ordine di catturarlo vivo e incolume, per chi lo dovesse ferire o uccidere c’è la forca.

Analizziamo ora le due fazioni prima dello scontro decisivo:

Re Riccardo. Ha a disposizione 100.000 uomini in tutto. Tuttavia nella marcia forsennata da Cardiff circa metà dei suoi soldati sono rimasti indietro e ora conta un esercito di 60.000 uomini (un vantaggio numerico comunque schiacciante). C’è anche da aggiungere che i suoi soldati sono affaticati per il lungo viaggio. Inoltre Riccardo si è circondato di giovani comandanti, irruenti e coraggiosi ma con zero esperienza militare sulle spalle.

Re Giorgio. Ha a disposizione solo 5.000 uomini che tuttavia sono freschi e ben equipaggiati. I comandanti di Giorgio sono veterani di molte battaglie, esperti e carismatici, e sanno gestire un esercito. In campo aperto non avrebbero speranze perciò Giorgio ha deciso di fortificare Birmingham e di giocare sulla difensiva, compensando lo svantaggio numerico con un vantaggio di posizione.

Abbiamo quindi un esercito vasto guidato da inesperti contro un esercito esiguo guidato da esperti asserragliato all’interno delle mura di Birmingham. Riccardo scarta a priori l’idea di costringere Giorgio alla resa per fame (Birmingham è ben fornita e l’assedio potrebbe durare settimane, se non mesi, e ciò lascerebbe tempo sufficiente ai Tudor per organizzare un esercito, cercare alleati e fortificare Londra) e decide di risolvere con una battaglia campale. Giorgio non ha nessuna intenzione a uscire e rimane barricato, sicuro che il grosso esercito di Riccardo sarebbe imploso su sé stesso se il loro re fosse rimasto per troppo tempo inattivo accampato fuori dalla città. Riccardo sa che ha poco tempo per prendere Birmingham e opta per un assedio con scale per superare le mura e arieti per sfondare le porte.

Bene. Ora scendiamo più nel dettaglio.

Siamo nell’accampamento di re Riccardo dove l’atmosfera è tesa. Questa sarà la prima battaglia per molti soldati e per molti comandanti. C’è chi ha il desiderio di mettersi alla prova, chi è emozionato e non riesce a star fermo e c’è chi vomita dietro le tende tanta è la paura. Tra i veterani invece c’è molta più quiete e si respira un’aria meno carica, vuoi perché già pronti per ciò che accadrà il giorno dopo, vuoi perché non scenderanno in prima fila. La notte scorre e nella tenda di Riccardo sono radunati tutti i suoi più fidati ufficiali e insieme finiscono di rivedere le tattiche e le formazioni. Chi prenderà l’ala destra, chi guiderà la sinistra, chi invece sarà alla testa della prima fila e guiderà il primo assalto. Quest’ultimo compito in particolare è quello più conteso fra i giovani ufficiali che vogliono dimostrare a tutti (soprattutto al re) il proprio valore. Alla fine arriva la parola del re a calmare gli animi e decidere il ‘fortunato’: Guglielmo di Bristol. Gli ufficiali ringraziano per l’onore concesso loro e lasciano il re da solo nella sua tenda.

La notte passa, gli uomini hanno dormito poco e male. Spuntano le prime luci dell’alba ma già la maggior parte dei soldati ha indossato l’armatura e affilato la spada, i cavalli sono sellati e le bandiere sventolano sulle aste degli alfieri. Il re è nella sua tenda aiutato dai suoi scudieri a indossare l’armatura quando all’improvviso si teletrasporta un piccolo alieno verde davanti a Riccardo, dice: “Kiz’it Bit’itit!” e incenerisce il re con il suo fucile a raggi laser. Poi l’alieno viene riteletrasportato sulla nave madre. Dopodiché metà degli uomini decide di tornare in Galles guidati da Guglielmo di Bristol mentre l’altra metà giura fedeltà a Giorgio e marciano tutti insieme, mano nella mano, verso Londra.

FINE.

Quanti di voi ci sono rimasti male?

Quanti di voi pensano di aver perso tempo a leggere un articolo inconcludente?

Quanti di voi pensano che quella dell’alieno sia una conclusione indegna date le premesse?

Sapendo che questa scena è tratta da un romanzo pubblicato (e non è frutto della mia mente perversa), quanti di voi pensano che l’autore meriti di essere lanciato ignudo fra le ortiche?

Quanti di voi non leggerebbero mai questo romanzo?

Quanti di voi hanno capito che sto parlando de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco?

Ebbene sì, era proprio qui che volevo andare a parare: ho letto il secondo volume delle Cronache di Martin e ci sono rimasto malissimo. Già. Anzi, arriverei a dire che mi ha deluso. Quella che doveva essere la battaglia più importante dell’intero romanzo si conclude così. Il re muore colpito da un attacco di Deus Ex Machina Grave e tanti saluti.

Nell’Internette ho trovato molte persone che difendono quest’epilogo dicendo che effettivamente in passato è accaduto più volte che un generale sia morto poco prima di un’importante battaglia ma io non riesco proprio a mandarlo giù. Se avesse avuto un infarto, se fosse caduto da cavallo, se si fosse strozzato con un osso o se lo avessero avvelenato lo avrei accettato. Certo, un attimo prima della battaglia mi avrebbe dato fastidio comunque ma molto meno! A darmi davvero fastidio è il fatto che sia morto per un incantesimo. E siamo in una serie in cui la magia non esiste! Quello è il primo incantesimo a Westeros della saga e avviene a metà del secondo romanzo (800 pagine del primo volume + 500 pagine del secondo = 1300 pagine di narrazione!). Ed è un maledettissimo Deus Ex Machina!

Sul serio, George, non sei riuscito a trovare una conclusione migliore di questa? Un Deus Ex Machina meno ignobile? Guarda che se mi regalavi una bella battaglia fratricida non mi sarebbe dispiaciuto, sai? Hai seriamente compromesso il mio interesse per la saga, sappilo.

Spero di non essere stato troppo critico o troppo duro ma ci rimasto davvero male e dovevo dirlo a qualcuno. E le persone nella metro mi rifuggono quando attacco a parlare a manetta quindi ve lo beccate voi l’articolo-sfogo. Detto questo, credo che ora punterò l’Isola su Sante Fe per andare a tirare una papagna sul naso a un certo scrittore. Ci vediamo al ritorno. Bye!

SEE YOU AMAZING WIZARD…

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7 pensieri su “Facciamo un Gioco

  1. Beh che tu stessi parlando di Martin mi è stato chiaro fin dalle prime due righe.
    Ah! Caro Arcano, sei solo all’inizio…Io da vecchia veterana sorrido della tua ingenuità. Martin è un uomo sadico, cattivo ed ignobile, il cui unico scopo nella vita è torturare i suoi lettori.
    Eppure…Eppure è proprio questo che mi piace di lui. Se nei libri accadesse tutto ciò che desideriamo, gli eroi se la caverebbero troppo in fretta e saremmo sommersi di Mary Sue e Gary Stu. Martin riesce a mantenere una freddezza e un distacco dai suoi personaggi invidiabile.
    La sua è una scelta coraggiosa, che quantomeno non lascia indifferenti, non è un deus ex machina perché in realtà è stata preparata con sapienza per capitoli e capitoli, ma l’ha fatto così bene che è passata inosservata, inoltre questo avrà una grande importanza nei prossimi avvenimenti.
    Il fatto che non ci sia la magia mi sembra un’esagerazione, più che altro all’inizio essa è marginale, svolge scopi individuali, ma da questo momento in poi entra prepotentemente nella storia globale.
    Nei libri che ti attendono ci saranno ancora scherzetti del genere, non ti dico il cliffhanger con cui ci ha lasciato nell’ultimo libro, mi ha scatenato una serie di istinti omicidi…
    Martin è colui che riesce a stupirmi più di tutti e leggere i suoi libri è una grande avventura!

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    • Il fatto che gli ‘intoccabili’ non devono esistere nei romanzi e giusto e sacrosanto, però un colpo di scena del genere è da galera!
      Dannato Martin, perché non pensa ai miei sentimenti?
      PS. Non pensavo mi sgamassi subito, devo migliorare con le metafore!
      PPS. Il cliffhanger a cui ti riferisci è quello di Jon?

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  2. Ops anche tu mi hai sgamata abbastanza in fretta! Si proprio quello, non volevo spoilerare.
    Guarda che Martin ci pensa eccome ai tuoi sentimenti! Solo che gode della tua disperazione.
    C’è un intervista su youtube in cui gli mostrano le reazioni degli spettatori ad una scena di GoT (la serie tv), tratta da un capitolo particolarmente b***ardo di “a Storm of Swords” (non sono più precisa perché non ho capito fin dove sei arrivato), e questi poveretti gridano, piangono, si disperano, qualcuno bestemmia….
    …E Martin RIDE. Giuro, se la ride soddisfatto.
    E se ti stai chiedendo come hanno fatto a filmarli, sono stati gli amici che hanno letto il libro e sapevano cosa stava per succedere. Come vedi, Martin ha creato dei mostri. =)

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    • Il vero mostro è Martin D:
      Comunque no, non hai spoilerato nulla, tranquilla. Sono io quello scemo che si spoilera le cose andando a leggere le discussioni su internet. Sapevo cosa succede a Jon, Robb, Tywin, Jeoffrey… Se non sto attento finisco che te li faccio io gli spoiler a te! ahahahah

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  3. Se ti può consolare io non avevo capito che ti stavi riferendo a GoT 😉 io non ho mai letto i libri, mi limito a guardare la serie basata sui romanzi, e all’inizio è stato difficile abituarsi a tutti i vari “colpi di scena” (leggasi: carneficine che mi hanno provocato tanti di quegli infarti…), dopo 4 stagioni e qualche puntata però ci si fa il callo 🙂
    E concordo con Vanessa, uno dei motivi per cui mi piace questa serie è proprio il fatto che la trama è imprevedibile e per nulla scontata!

    Piace a 1 persona

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