La Lista Nera del Fantasy #1: Gary Stu

Bentornati prodi apprendisti! Oggi ero partito con l’intenzione di finire la quinta parte delle Cronache del Cavaliere Scemo ma non ho proprio voglia di tornare in quel luogo di dannazione mentale che è Lodoss, quindi vi beccate un articolo sugli stereotipi del Fantasy. Stereotipi che, a dirla tutta, possono anche travalicare il genere e andare a contaminarne altri ma vabbè. Direi che possiamo cominciare con la Lista Nera del Fantasy.

E come poteva Gary Stu non essere primo anche nella lista degli stereotipi? Con la sua simpatia, la sua bellezza e il suo innato talento in ogni campo dell scibile umano, Gary Stu è la persona più odiosa all’interno dell’ecosistema dell’Universo. Ma andiamo per gradi. Chi è Gary Stu? 

Immaginate un personaggio bello. Ma non semplicemente bello, proprio Bello. Così bello che ogni fanciulla lo guarda abbagliata da tanta Miticità e Attraenza e ogni maschio lo invidia. Così Bello che deve essere per forza l’incarnazione dell’idea di Bene. Tutti si fidano di lui e lo prendono in simpatia, tranne qualche maschietto invidioso che gli tira scherzi da prete e che finirà linciato dalla folla adorante per aver offeso la Bellezza. Ma non finisce qui.

Immaginate, ora, che il suddetto Bellissimo sia anche molto intelligente. Ma tanto proprio, eh! Più di Stephen Hawking e Albert Einstein. Il Bellissimo è in grado di formulare pensieri che vanno oltre la comprensione dei più, è il primo a capire le cose (anche le più sottintese e quelle nascoste da un velo di bugie). E ovviamente sa sempre come tirarsi fuori dai guai.

Ma non è solo intelligente, ha anche un carisma fuori scala in grado di smuovere mari e monti con una parola. Ha la parlantina con la quale riesce ad arrivare dove il suo ingegno non può. E se non dovesse bastare la lingua, può sempre fare affidamento sui muscoli perché il suddetto Bellissimo è un campione di ogni forma di arte marziale. Batterebbe Bruce Lee, Mike Tyson e il maestro Miyagi di Karate Kid con un braccio legato dietro la schiena. Inutile specificare che non abbia mai preso neanche mezza lezione di nulla, vero?

E sa usare la magia meglio di chiunque altro nella storia del suo mondo. E ha i capelli e gli occhi di colori improbabili (blu, viola, argento, oro) per nessuna ragione in particolare. Ed è figlio del più potente dei maghi o del re. E potrei continuare per ore ma credo abbiate capito l’antifona.

Quello che ho descritto non è il Messia ma il protagonista medio dei romanzi Fantasy, altresì conosciuto come Gary Stu. E cosa ha che non va Gary Stu (a parte quella sfilza di doti disumane)? Non è credibile, potrei dire e liquidare la questione ma non lo farò. Io sono una brutta persona, nonché vecchio rompipalle, perciò infilerò il dito nella piaga e analizzerò meglio Gary Stu e il suo essere Mitico e Attraente.

Innanzitutto può capitare che un personaggio abbia delle caratteristiche che lo rendono diverso dagli altri (diverso, capito Sior Scrittore Medio? Diverso, non migliore) e che tali caratteristiche lo spingano in un serie di avventure. Può essere molto intelligente (Andrew Wiggin detto Ender) o particolarmente spigliato (Tyrion Lannister) o fortissimo (Ercole) ma non tutto insieme perché altrimenti diventa ridicolo.

E il fatto che non sia credibile è il minimo. Io non riesco ad immedesimarsi né a trovare simpatico un personaggio infallibile che ha avuto tutto dalla vita. Sarà perché sono un vecchio rompipalle e invidioso, ma trovo irritante che qualcuno sia perfetto e che mi venga rinfacciato in ogni singola scena del libro. Quando il lettore odia il protagonista e inizia a tifare per la sua morte non è mai un buon segno.

Terzo problema è che il lettore non sente l’aura di minaccia intorno ad un personaggio quando questi riesce, e con il minimo sforzo, a superare ogni ostacolo che gli viene posto davanti grazie alle Incredibili Doti dategli dal Signore dallo Scrittore. Immaginate Ercole sul campo di battaglia a combattere contro tre soldati qualunque. Paura che possa morire? Certo che no! Ercole è fortissimo e vince sempre. Ma immaginatelo a dover risolvere un enigma. La cosa cambia perché Ercole non brilla certo per intelligenza e il lettore a qual punto teme che l’eroe possa fallire. Questo succede quando il protagonista si trova in difficoltà (è sfidato in un campo che non è il suo forte: l’intelligenza per Ercole o la forza fisica per Ender) Perché dovrei temere per la sconfitta di Gary Stu quando la sua vittoria è data per scontato?

Questo però è solo un problema di immedesimazione, quindi conta poco. ‘Poco’ per modo di dire ma vabbè. Un problema più grave è quando le capacità di Gary Stu abbattono le leggi della fisica e del buonsenso. Se posso chiudere un occhio davanti a un personaggio antipatico, lo stesso non mi riesce quando vedo scempiaggini dei questo secondo tipo. Volete degli esempi: il protagonista che la terza volta che impugna una spada batte un veterano di mille battaglie. Credibilità zero. È più credile che venga attirato dal campo gravitazionale della luna e risucchiato fuori dall’atmosfera. Per dire. Dopo tre lezioni forse, e dico ‘forse’, hai imparato come tenere la mano sull’elsa e a tirare il più brutto fendente della storia della scherma. Forse. Se sei bravo.

E questo è uno degli infiniti esempi. Il protagonista che alla prima botta riesce a fare cose che gli altri impiegherebbero anni a fare altrettanto bene. Anzi, gli altri non riuscirebbero a farlo perché il vero Gary Stu fa cose che voi umani non potete neanche immaginare (cit.) di poter fare. Esempio: Thomas Courteney, protagonista di Monsone, scempio letterario romanzo scritto da Wilbur Smith. Ho smesso di leggerlo dopo duecento pagine perché il protagonista è troppo Gary Stu. Il buon Thomas, detto Tom, la prima volta che sale su una nave (e parlo di navigazione in mare aperto, non di una barchetta ancorata al porto) non solo non ha il mal di mare (ok, può capitare, non tutti ne soffrono) ma sale sulla coffa arrampicandosi più veloce degli altri marinai (questo non capita), dopo due giorni salta da un pennone all’altro (questo non può capitare assolutamente, però!), e dopo due settimane legge il sestante e traccia rotte meglio del nostromo e del capitano (Realismo è stato ucciso in uno scontro a fuoco da Gary Stu).

Per far risaltare meglio le infinite doti del Gary, lo Scrittore tende a far diventare gli altri personaggi degli idioti che si stupiscono delle osservazioni da Incredibile Genio di Gary Stu.

Tizio: “Ora dobbiamo solo nuotare fino all’altra riva e saremo salvi.”

Gary: “Non possiamo arrivare dall’altra parte dell’oceano a nuoto, è troppo lontano.”

Tizio: “OMG! Sei un Genio! Come fai a sapere queste cose oscure?”

Gary: “Me lo sento…”

{P.S. Avete notato la Frase Figa a chiudere il discorso? Un vero tocco di classe che un vero Gary Stu non può farsi mancare.}

Come uccidere Gary Stu. Non si può. Almeno non lo si può fare all’interno del romanzo perché avverrà sempre qualcosa a impedirlo (generalmente è un bel Deus Ex Machina in piena regola). E tanto, anche quando muore, torna in vita per intercessione divina dell’autore. Però può essere ucciso fuori dal romanzo, ad esempio creando una persona normale con pregi e difetti, figlio di persone normali e con amici normali (la maggior parte dei Gary Stu ha come amici il proprio cane e la propria ombra nonostante siano bellissimi, intelligentissimi, simpaticissimi e fortissimi. Mi spiace Sior Scrittore ma non è così che si crea il dramma). Non caricate il protagonista con tutto ciò che di più figo vi viene in mente, ma cercate di distribuire i suoi infiniti superpoteri fra più personaggi per rendere il ‘cast’ più interessante e magari anche utile con il procedere della trama. Spesso mi è capitato di leggere di personaggi messi lì solo per far numero visto che non sanno combattere, non conoscono la magia né sono intelligenti, né diplomatici, né eredi di una ceppa, e mi vien da chiedere: “Ma te a che servi?” Risposta: “A ricordare al Lettore quanto è bello Gary, ma è ovvio!”

Per cui ricordate: Gary Stu è il male del mondo, uccidetelo a vista. Se vi sembra che un personaggio dei vostri romanzi stia diventando troppo simile al profilo criminale tracciato fino ad ora, abbattetelo a cannonate senza esitare. Se invece riscontrate che il profilo combaci con quello del protagonista di un romanzo che state leggendo, segnalatelo alle autorità competenti.

SEE YOU AMAZING WIZARD…

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2 pensieri su “La Lista Nera del Fantasy #1: Gary Stu

  1. Leggere di Gary Stu e Mary Su è sempre rigenerante! Sono degli ottimi bersagli per i momenti di noia. E a chi non è capitato di odiare il protagonista del romanzo che sta leggendo? A me è appena successo con Thomas (un altro? una coincidenza???) di Maze Runner.
    Purtroppo non serve che presentino tutte le caratteristiche da te descritte, ne basta una sola e un’autore profondamente e totalmente innamorato del suo personaggio! Questo è un atteggiamento che proprio non sopporto.
    Poi così a memoria mi viene in mente Richard di “la spada della verità” di Terry Goodkind!
    Ciao ciao

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