Sherlock Holmes VS Sir Nigel Loring

Arcano oggi veste i panni dell’Incredibile Giustiziere Mascherato! Gioite! Ed è in missione per conto di Sir Arthur Conan Doyle per scongiurare la minaccia del Terribile et Temibile nemico Oblio! Gioite! Yeee! (Sì, sono sotto effetto di stupefacenti.)

Avrei anche voluto allegare una foto, un faccia a faccia tra i due magari, ma non sono riuscito ad elaborare nulla di decente per cui dovrete immaginarveli. Fatelo. Come dite? Chi è Sir Nigel Loring? Eh, già, una bella domanda. Ma non temete perché Arcano è qui per far luce sulla vicenda! 

Avete presente Antonio Salieri? Sì, sto saltando di palo in frasca, ma avete presente chi è? Bene. Saprete quindi che è stato un compositore eccezionale e pieno di talento ma oscurato dal talento ancora maggiore di Wolfgang Amadeus Mozart. Il povero Salieri fu ignorato dal pubblico, troppo concentrato ad ammirare quel bambino prodigio che era Mozart (scrisse la sua prima composizione all’età di sei anni e a tredici era già una celebrità a livello europeo), e ciò lo portò a ingoiare copiose secchiate di bile. “Ma ‘sta roba che c’entra con Sherlock Holmes?” Un attimo e ci arrivo.

Salieri però aveva un talento davvero notevole. Probabilmente, se Mozart non fosse mai nato, ora Salieri sarebbe famoso quanto lo stesso Mozart o Beethoven (di cui, tra l’altro, è stato maestro). Purtroppo dovette accontentarsi del riconoscimento degli esperti e degli appassionati del genere perché il grande pubblico aveva occhi (o orecchie?) solo per Mozart. Un uomo di grande talento che si è trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato e non ha ottenuto il dovuto riconoscimento. Lo stesso discorso vale per Sir Nigel.

Sir Arthur, dopo aver completato gli studi di medicina (e molto prima che fosse’Sir’), aprì uno studio medico a Portsmouth. Tuttavia Arthur faticò a trovare una clientela fissa e, almeno nei primi periodi, si ritrovava ad avere una montagna di tempo libero. Decise di scrivere delle avventure poliziesche e nacque il personaggio di Sherlock Holmes. Non mi soffermerò sui problemi editoriali incontrati dal giovane scrittore e salterò direttamente al punto in cui ha pubblicato due romanzi, diversi suoi racconti sono apparsi sui giornali e la sua fama è ormai affermata. Perché è in questo momento che nacque Sir Nigel.

Arthur riteneva che il poliziesco fosse un genere ‘inferiore’, non all’altezza di opere teatrali o storiche, e che, per quanto fosse carismatico Sherlock, non gli avrebbe portato molto successo. Decise perciò di scrivere un’opera storica di ambientazione medievale. Senza magia, elfi o draghi per cui non è un fantasy.

Dopo molte ricerche si imbatté nella Compagnia Bianca. Fu amore a prima vista e scrisse un romanzo che narrasse le loro avventure e battaglie sotto la saggia guida di Sir Nigel Loring, cavaliere inglese mai esistito. Ovviamente Sir Nigel non è l’unico personaggio inventato (tutti i protagonisti sono immaginari, per esempio), tuttavia la maggior parte delle persone, dei luoghi, degli eventi e delle battaglie citate nell’opera sono realmente esistiti.

{Piccola curiosità: la Compagnia Bianca (così chiamata perché vestita di bianco… chi l’avrebbe mai detto, eh?) combatté in Italia per molti anni al soldo di Monferrato, Pisa e Firenze, portando morte e distruzione sul suolo italico grazie alla loro abilità in combattimento e al contagio delle peste che diffusero in Norditalia. Grazie mille. Per altri informazioni qui c’è la pagina della Compagnia Bianca sull’enciclopedica Wiki.}

Le vicende hanno luogo soprattutto nella Francia del nord e in Spagna e fra battaglie, saccheggi, e disavventure dei protagonisti (che spesso si vedono costretti a separarsi dal resto della compagnia) c’è spazio anche per l’Amore, l’Amicizie, L’Onore, il Cameratismo, la Giustizia, il Rispetto, l’Orgoglio, le Donne, i Cavallier, l’Arme, gli Amori, le Cortesie, l’Audaci Imprese io canto.

Arthur era convinto che avrebbe fatto breccia nel cuore di ogni lettore ma così non fu. Il Sir non demorse e scrisse un secondo libro sulle gesta di Sir Nigel ma neanche questo ebbe successo. La delusione fu tanta, anche perché la gente non solo non comprò il libro ma gli scrisse lettere per sapere quando avrebbe raccontato altre avventure di Sherlock. L’indifferenza della gente lo segnò ma Arthur era tenace e pieno di risorse. Sapeva che il successo di Sir Nigel sarebbe arrivato. Continuò a scrivere casi per Sherlock Holmes e saggi sulla guerra, inventò il brigadiere Gerard ma non fu abbastanza. Il tempo passava, il suo successo aumentava ma solo grazie alle avventure di Sherlock. Alla fine gli venne l’idea. Uccidere Sherlock Holmes.

Senza più Sherlock, i lettori si sarebbero gettati sugli altri suoi scritti dando la meritata e tanto agognata gloria a Sir Nigel. Ma fu un grosso errore. Dopo la morte del detective, avvenuta nel racconto L’ultima avventura del 1893, poi pubblicata nella raccolta Le memorie di Sherlock Holmes, lo scrittore iniziò a ricevere lettere di proteste dai suoi fan e minacce di ritorsione. Ovviamente fu costretto a riportare in vita Holmes.

La stessa sorte toccò a personaggi successivi come il brigadiere Gerard, Rodney Stone e il professor Challenger che furono ignorati e rimasero nascosti dall’ombra del celebre detective senza ottenere mai il degno riconoscimento. Ignorati furono anche i suoi racconti fantastici, i racconti dell’orrore, i racconti medici e i trattati storici. L’impossibilità di ottenere successo con qualcosa che non fosse Holmes portò Sir Arthur a sentirsi impotente e dominato da un personaggio inesistente e nato dalla sua stessa mente. E la ritorsione arrivò. Non potendo ucciderlo né ferirlo gravemente, Arthur punì Holmes con fobie, malsane abitudini e dipendenza dalle droghe. Ma neanche questo servì.

Alla fine Sir Nigel Loring, che Sir Arthur aveva deciso sarebbe stato il personaggio che gli avrebbe conferito riconoscimenti e imperitura gloria, passò inosservato insieme a tanti altri personaggi. Ed è un peccato perché La Compagnia Bianca oltre a fornire un quadro della Francia del XIV secolo molto accurato (o almeno credo… ^_^’), offre personaggi memorabili, ore di intrattenimento, biscotti e torte al mirtillo alti valori, battaglie campali e navali e competizioni di miss maglietta bagnata l’ironia tipica di Sir Arthur, tutto in un solo libro.

Detto questo, credo di aver fatto abbastanza Giustizia a Sir Nigel (e Sir Arthur mi offrirà una pizza come aveva promesso). Ora devo andare ma tornerò per combattere il Male, l’Oblio, l’Ingiustizia e gli Incredibili Plot Hole! Gioite! Arcano vi saluta!

SEE YOU AMAZING WIZARD…

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4 pensieri su “Sherlock Holmes VS Sir Nigel Loring

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