Cronache della guerra di Lodoss

Prima di cominciare a parlare della storia di Lodoss, vorrei parlare di alcune sue particolarità. Innanzitutto le Cronache sono una saga fantasy pubblicata in Giappone da Ryo Mizuno, che tuttavia segue i canoni occidentali di fantasy (elfi, nani e draghi, per capirci) piuttosto che quelli orientali (demoni, ninja, samurai). Questa è quasi una novità in Giappone, un paese fortemente legato alle proprie tradizioni.

Sapendo di questa particolarità ho cominciato a leggere la saga (prima di informarmi meglio) pensando di trovare un’unione fra fantasy occidentale e orientale. Il meglio di entrambi, ho pensato. Tipo un clan di elfi ninja che combatte contro un drago cinese al servizio del malvagio Evil Overlord sulle sommità del monte Fuji. In realtà non è così. 

Ryo Mizuno, nerd di professione, si riuniva spesso con gli amici nel garage per giocare a Dungeons & Dragons. Un giorno del 1986 ebbe l’idea di trascrivere le sessioni di gioco e mandarle ad una certa rivista, Comptiq, che le pubblicò come storia a puntate. Il successo fu tale che molti iniziarono a comprare la rivista solo per leggere le storie di Mizuno.

I capoccia acchiapparono la palla al balzo ed iniziarono a pubblicare volumi monotematici in cui venivano raccolte tutte le trascrizioni delle partite (chiamate replay, se a qualcuno interessa). Anche qui il successo fu tanto. Il buon Mizuno pensò allora di mettere mano ai replay e riadattarli in forma di romanzo. Pubblicò il primo volume nel 1988 con il titolo Lodoss-tou Senki conosciute anche come Record of Lodoss War in inglese e Cronache della guerra di Lodoss in Italia.

Dopo la serie di romanzi, Mizuno pubblicherà il gioco ufficiale da tavolo, videogiochi, adattamenti manga e anime e gadget vari, creando un merchandise notevole. E pubblica anche due spin-off, Crystania e Rune Soldier.

Di giapponese c’è ben poco, purtroppo, ma dopotutto nasce dall’universo di D&D per cui c’era da aspettarselo. Ma non è malaccio, soprattutto le prime saghe hanno una certa dose di originalità che non guasta mai. Certo, è pieno di cliché (basta guardare il gruppo da chi è formato: umano guerriero, umano ladro, elfa maga, nano guerriero, e così via…), ma si fa guardare.

Qui in particolare vorrei parlare della prima saga, la migliore a mio avviso per personaggi e trama. Con abbondanti dosi di spoiler, per cui se ne siete allergici fate attenzione.

Innanzitutto la Strega Grigia, uno fra i principali antagonisti. La Strega è l’ultimo discendente di un impero che moltissimi anni prima dell’inizio della storia (un migliaio credo, ma non ne sono sicuro) ha ottenuto un potere talmente grande che l’ha portato all’autodistruzione. La Strega è riuscita a salvarsi mettendo la propria anima in una tiara e ora vive possedendo corpi altrui. E questo l’ha resa immortale. Ora che l’impero si è sbriciolato e Lodoss si è riempita di staterelli più o meno grandi, Il suo obiettivo è il mantenimento dello status quo. Difatti la Strega appare a scompare ostacolando di volta in volta la politica espansionistica di uno stato o aiutandone un altro sull’orlo del tracollo. Di sicuro la Strega Grigia è uno fra i personaggi che più mi è rimasto impresso per questa sua politica dell’assoluta neutralità.

Un altro personaggio notevole è il padre del protagonista, Tesius. Questi è un nobile cavaliere che serve fedelmente un re (non ricordo quale), tuttavia muore nel disonore. Etichettato come traditore, gli viene revocato il titolo di cavaliere e viene ucciso. Cosa successe esattamente è oscuro ai più ma la gente se la prende comunque col protagonista in quanto figlio di un traditore. Il ragazzo parte all’avventura per riscattare il nome del padre e scoprirà la verità. Tesius era al servizio del re e gli era stato affidato il compito di difendere un castello di confine dagli assalti dell’esercito nemico che si stava preparando ad attaccare. Tesius scopre che i villaggi che si trovano fra il castello e l’esercito nemico non sono stati evacuati e fa rapporto al re. Il buon (mica tanto) re risponde che se cominciassero ora i preparativi per le evacuazioni i nemici li coglierebbero a brache calate e perderebbero l’intera regione. In pratica gli dice che è meglio sacrificare qualche villaggio che rischiare di perderne un numero molto superiore. Tesius non ci sta e organizza un gruppo di soldati volontari che l’aiutino a portare in salvo la popolazione all’interno del castello. Il re lo scopre e gli revoca il titolo di cavaliere ma Tesius se ne sbatte e parte uguale. Alla fine comprenderà che l’unico modo per permettere ai contadini di rifugiarsi in tempo fra le mura è uno scontro diretto con l’avanguardia nemica ceh gli consentirà di guadagnare tutto il tempo necessario. La battaglia avviene e Tesius e i suoi uomini combattono fino alla morte, riuscendo nell’intento di salvare molte vite. Poi le voci si sono diffuse male e Tesius anziché salvatore è stato etichettato come traditore. Ma vabbè, sono cose che capitano, no?

Altro personaggio notevole è Beld, il signore dell’isola di Marmo (si chiama Marmo anche in giapponese, non ha nulla a che vedere con la roccia metamorfica omonima). Marmo non è certo un bel posto, basti pensare che la capitale si chiama Dark Town, che tutto intorno vi si estende la Demon’s Forest e che il castello sorge sotto un cielo costantemente pieno di nubi temporalesche e che l’unica illuminazione naturale sono gli abbondanti fulmini. Un angolo di paradiso che ricorda (vagamente, eh!) la Transilvania. Se ancora non l’avevate capito, ve lo dico: Beld è l’Evil Overlord della situazione. Tuttavia anche i suoi gesti sono giustificati: Lodoss è un focolare di guerre e battaglie e Beld è intenzionato a trasferirsi da quell’inferno di casa sua a riportare la pace attraverso la conquista militare degli altri stati e donare al suo popolo delle terre più tranquille.

Dal momento che il finale della saga è la parte più bella e simbolica vorrei parlarne. Prima però ci metto un bell’avviso SPOILER per precauzione.

Bene, nel finale vediamo re Beld scendere in campo contro l’esercito dei popoli liberi guidati da re Kashew nella battaglia finale. Per evitare ulteriore spargimento di sangue (la guerra va avanti da parecchio), Beld propone un uno-contro-uno con Kashew. Durante il combattimento Beld mette Kashew alle strette e la sua vittoria è ormai imminente quando… una freccia scoccata da lontano colpisce Beld nella schiena, Kashew ne approfitta e lo uccide, vincendo la guerra. Intanto in lontananza si vede la Strega Grigia gettare a terra una balestra e andarsene. È un Incredibile Colpo di Scena! Soprattutto se è dall’inizio della storia che vediamo la Strega Grigia istigare Beld a invadere Lodoss e dargli azzeccatissimi consigli militari. Un gran finale che avrà delle ripercussioni nelle saghe a venire dal momento che Ashram, il braccio destro di Beld, accuserà Kashew di aver vinto con l’inganno e organizzerà una seconda invasione per vendicare il suo re.

E qui finiscono le cose belle. In un altro post parlerò di cosa è avvenuto dopo la vittoria di Kashew in quella che secondo me è una tra le saghe più brutte mai lette: le Cronache dell’eroico cavaliere. Ma non dico altro, se no mi tocca aggiungere il tag ‘cose brutte’ e non voglio rovinare un bel post. ^_^

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5 pensieri su “Cronache della guerra di Lodoss

  1. Lodoss… Quanto vorrei rileggerla da capo, me lo prestarono un sacco di tempo fa e purtroppo non ho mai letto l’ultimo, all’epoca era una saga ancora in corso e neanche sapevo cosa fosse D&D xD

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    • Mi fa piacere che sia piaciuta anche a te. Lodoss è una saga molto bella, mi è piaciuta molto. Anche se secondo me i primi volumi sono i migliori e si perde molto in quelli successivi.

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    • Guarda, il primo me lo ricordo solo che poi degli altri ho solo un vago ricordo. Però mi era piaciuto il fatto che a un certo punto il protagonista cambiava, quando Parn diventa importante e molto forte passa la palla. Era una cosa particolare e per me abituata ad anime e personaggi ‘grossi’, a come i loro inizi fossero in realtà solo un prologo alla storia vera, vedere che la storia fosse in realtà l’addestramento mi aveva colpito… Non so quanto quello che ho scritto sia chiaro, spero di sì xD

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    • Sì, sei stata chiarissima! Il bello di Lodoss è appunto che la serie è composta da più saghe ognuna con un protagonista diverso le cui vicende sono influenzate (più o meno) dalle vicende delle saghe precedenti.
      PS. Parn era il migliore!

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