A Game of POVs

Ho bisogno di togliermi un sassolino dal sandalo. Un sassolino manco piccolo trattandosi del Libro Primo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco con copertina rigida da 850 pagine. Ma dovrò farlo. E preferirei farlo partendo da lontano.

Mi sono avvicinato alla saga del Trono di Spade spinto dal successo riscosso dalla serie TV. Informandomi un po’ sull’internette, oltre che farmi spoiler in quantità, ho scoperto che la versione cartacea era stata più apprezzata della serie TV perché più approfondita e complessa rispetto alla trasposizione televisiva. L’interesse in me è cresciuto fino al punto da comprare impulsivamente il primo libro della saga dopo essere entrato il libreria per controllare le ultime uscite. L’ho letto e devo ammettere che mi è piaciuto. Più o meno. 

Questa non sarà una recensione vera e propria del romanzo ma una mia impressione. Comunque, se dovessi dargli un voto sarebbe 7/10. Partiamo da ciò che mi è piaciuto per evitare che l’internette mi linci, va’. ^_^

È scritto bene. Scorre come olio, interessa e non annoia quasi mai. Arrivavo sempre velocemente alla fine del capitolo con la curiosità di sapere cos’altro sarebbe successo. I personaggi sono veramente ben fatti dal punto di vista psicologico e caratteriale e per nulla stereotipati come di solito accade nei romanzi fantasy di bassa lega. Questi sono grossi punti a favore. Poi aggiungerei che i nomi mi sono davvero piaciuti, sia quelli dei luoghi sia quelli delle persone. Leggere nomi che non siano impronunciabili tipo Xy’thø’Lyæn Krsz’hökzét sarà una banalità ma a me fa sempre piacere.

Ora però iniziano le critiche. La prima cosa che si nota è che ci sono tanti personaggi. Forse troppi. Ci sono ben otto POV (personaggi punto-di-vista, ovvero i protagonisti attraverso i quali seguiamo le vicende). Ogni POV, essendo tutti di elevata caratura sociale, sono circondati da nobili minori, soldati e servi in gran quantità. E figli, non dimentichiamo i figli. Verranno nominate almeno trecento persone solo nel primo libro. Troppe per tenerle tutte a mente. Sarò io che sono vecchio e ho la memoria di una banana ma ad un certo punto ho rinunciato a capire chi era chi, con chi stava e con chi era imparentato. E pure i POV sono troppi.

Eddard Stark è il personaggio che ho preferito. Ha una moralità, ed è uno fra i pochi ad averla, ma soprattutto ha un obiettivo: scoprire chi ha ucciso Jon Arryn. L’omicidio è un MacGuffin il motore della storia che spinge Eddard a raggiungere Approdo del Re. Il re infatti, trovandosi a corto di neuroni, ha bisogno di qualcuno che gestisca il regno. Tale carica era ricoperta da Jon Arryn. Dopo la sua morte, il re si dirige a Grande Inverno (con tutta la famiglia ed un seguito di millemila uomini) per chiedere a Eddard di sostituire il defunto Jon. Eddard accetterà il titolo di Prima Cavaliere (carica che assume solo per poter indagare sull’omicidio) e seguirà il re ad Approdo del Re, la capitale del regno. Lì si improvviserà investigatore ma le indagini verranno interrotte dai frequenti impegni di Primo Cavaliere, ma anche dalla cospirazione contro il figlio, dalla morte del re e dalla conseguente lotta per il trono. Alla fine verrà anche imprigionato per aver messo il naso nei loschi affari dei Lannister. La sua storia sembra quasi un thriller ed è anche per questo che mi è piaciuto parecchio il suo POV.

Tyrion Lannister è il simpatico del gruppo. È cinico, astuto e sarcastico, le sue battutine taglienti lo rendono senza dubbio uno dei personaggi migliori. E senza dubbio il più divertente. Ed è un nano (nel senso che soffre di nanismo, non è imparentato con Gimli). Attraverso i suoi occhi assistiamo ad altre vicende necessarie alla trama come il suo rapimento e la sua prigionia. Per chi non lo sapesse, dopo la morte del re, Eddard viene imprigionato dai Lannister (la moglie del re è una Lannister, accerrimi nemici degli Stark) e la moglie di Eddard rapisce Tyrion per cercare uno scambio. Succedono un sacco di cose al povero Tyrion che continua a cadere dalla padella alla brace: dopo la prigionia, e successiva fuga, viene catturato da banditi intenzionati ad ucciderlo. Salvatosi dai banditi si ricongiunge col padre che lo manda direttamente in prima linea nella guerra fra i Lannister e gli Stark. Che culo, eh?

Arya Stark invece è secondo me un POV poco utile. È la figlia di Eddard e accompagna il padre ad Approdo del Re nel viaggio ad inizio libro. Lì prenderà lezioni di scherma perché è un maschiaccio e non gli interessa la vita di corte, quello che vuole è fare a spadate e… rotolarsi nel fango. Sì, perché nonostante Arya sia la figlia di uno tra i maggiori nobili di tutto il regno, va in giro vestita come Dobby l’elfo domestico di Harry Potter e sguazza nelle pozzanghere. È più simile ad un maiale che ad una bambina ma vabbè. Dopo la cattura del padre riesce a fuggire (c’è un mandato di arresto anche per lei) e inizia la sua vita da Oliver Twist nei quartieri poveri di Approdo del Re, non sapendo come lasciare la città senza essere vista per tornare a casa. Secondo me il suo POV è di troppo. Interessante, certo, ma non serve a nulla. Attraverso di lei vediamo i litigi con la sorella Sansa, le lezioni di scherma e la vita nei quartieri poveri della capitale. A molti Arya è piaciuta, anche a me, ma a che serve? Se togliessimo i suoi capitoli la storia filerebbe uguale, quindi non capisco perché dovrei seguire la vicenda dal punto di vista di qualcuno che ne è fuori. Ma vabbè.

Jon Snow, figlio bastardo di Eddard, viene mandato sulla Barriera per proteggere il confine. Oltre i confini a nord vi sono le terre dei banditi e degli Estranei, cose brutte e cattive. Affinché rimangano fuori dal regno è stata costruita la Barriera, un grosso muro divisorio che va da parte a parte (il regno sorge su una penisola). Jon seguirà un duro addestramento per entrare nei Guardiani della Notte che occuperà gran parte delle sue giornate. Alla fine del libro compare un Estraneo e manco mezzo bandito. Di nuovo, perché dovrebbe interessarmi il punto di vista di qualcuno che non è al centro della vicenda? Non è neanche ad Approdo del Re, è ai confini settentrionali del regno. Scoppiata la guerra i Guardiani non si muovono perché loro si son sempre tenuti fuori da ogni guerra e si preoccupano solo di tenere a bada ciò che c’è oltre la Barriera, non entro.

Daenerys Targaryen è un altro POV interessante ma che resta fuori dalle vicende. Infatti lei non è neanche nel regno, è in esilio a Essos, essendo Daenerys la figlia del precedente re divenuto pazzo e scacciato a malo modo. Dopo la guerra per uccidere il re pazzo Daenerys ed il fratello maggiore Viserys sono fuggiti e hanno trovato rifugio nelle città schiaviste di Essos dove meditano di mettere su un esercito e riconquistarsi il trono. Daenerys verrà data in sposa a Drogo, potente signore e capo della più grande tribù di Dothraki, con la clausola che egli in cambio fornirà l’esercito a Viserys. Ovviamente ciò non succede. Attraverso Daenerys vederemo le abitudini dei Dothraki e vivremo la sua storia d’amore con Drogo. Fine. Un po’ inutile, no? I suoi capitoli sono talmente slegati dal resto della storia che Martin li ha raccolti e pubblicati prima dell’uscita del primo libro col titolo Blood of the Dragon e ci ha pure vinto il premio Hugo.

Sansa Stark. Che dire? Sansa è un’oca incredibile e passa le giornate a parlare di quanto sia elegante una dama, quanto sia bello o brutto un cavaliere e di quanto sia innamorata del principe Joffrey. L’ho odiata. Molto. È inutile e noiosa e intorno a lei non succede mai nulla di interessante. A che serve, allora? Ad arrivare ad 850 pagine A nulla. La sua storia? Accompagna il padre ad Approdo del Re e fa gossip fino alla fine del libro.

Bran Stark ti odio. Sei il personaggio più inutile dell’intero romanzo. Passi la prima metà del libro a fare spoiler sul resto della saga e la seconda metà a lamentarti. Se fossi Babbo Natale non ti porterei nessun regalo quest’anno. Non si fanno certo cose in un libro. Bran vede la regina e il di lei fratello in atti poco pudici. Il fratello, Jaime, colto dall’imbarazzo spinge il ragazzo, Bran, giù dalla finestra. Purtroppo non muore, resta solo in coma per mezzo libro, e ci annoierà con i suoi sogni spoilerosi, dando molti indizi su cose che succederanno più avanti nella saga. Nella seconda metà del libro si sveglia dal coma e scopre di essere paraplegico. Infiniti piagnistei per tutta la seconda metà del libro. ma a che serve inserire un personaggio che non può fare nulla? Se fosse stato un adulto avrebbe almeno potuto gestire il castello al posto del padre (Eddard Stark si trova ad Approdo del Re, ricordate?). E invece no! Bran è un bambino che aveva il sogno di essere cavaliere (e l’hobby di essere Spiderman) e si lamenterà costantemente del fatto che non potrà esserlo mai.

Catelyn Tully, moglie di Eddard, è invece un POV sbagliato. Io personalmente avrei scelto Robb come POV, essendo egli il figlio maggiore di Eddard ed erede di Grande Inverno, ma vabbè. Dopo la partenza di Eddard, rimarrà sempre al fianco del figlio deficiente degente, Bran. Robb, invece, dovrà gestire il castello e incontrerà tutti i problemi legati all’essere un quindicenne senza esperienza che gestisce un vasto territorio. Direi che è più interessante Robb. Dopo che un tentativo fallito di omicidio (la vittima doveva essere Bran), Catelyn parte per riferire al marito che i Lannister vogliono uccidergli il figlio. (Numero A: come hai capito che sono stati i Lannister? Numero B: perché non mandare un uomo di fiducia anziché imbarcarsi in un viaggio lungo settimane?) Ad Approdo del Re avremo due POV a confronto: Eddard e Catelyn. Volendo uno dei due è superfluo. Direi Catelyn. La donna si era portata dietro la spada con cui il sicario aveva provato ad uccidere Bran e Ditocorto, l’uomo più viscido, subdolo e disonesto di tutta Approdo del Re riferisce che la spada è di proprietà di Tyrion. Eddard e Catelyn gli credono senza dubbio alcuno. Dopodiché la donna decide di tornare a casa a piedi. Lungo la strada incontra Tyrion e lo rapisce. Di nuovo due POV sovrapposti. Tyrion è senza dubbio quello più interessante. Dopo la fuga di Tyrion, Catelyn si unisce al figlio Robb che intanto ha organizzato un esercito e sta marciando contro Approdo del Re per liberare il padre tenuto in ostaggio (l’avevo detto che era più interessante il POV di Robb). Catelyn seguirà il figlio ma ovviamente non parteciperà ai consigli di guerra né alle battaglie che non verranno minimamente mostrate (ancora vi chiedete perché Catelyn è un POV inutile?)

Come avete visto otto POV sono troppi. Ce ne sono solo due utili (Eddard, e Tyrion), tre sono interessanti ma fini a sé stessi (Arya, Jon e Daenerys), due completamente inutili e noiosi (Sansa e Bran) e uno è sbagliato (Catelyn).

Ma non voglio essere linciato dalle folle inferocite dell’internette, per cui dirò che questa è solo una mia opinione personale non la sentenza definitiva del Tribunale della Rota Romana. Prendetela come le lamentele dei vecchi che piove e dicono governo ladro. D’altronde io sono solo un vecchio e non un critico letterario quindi il mio giudizio ha la stessa importanza di quello di una sedia in legno di faggio. ^_^

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