Sanremo 2015

Mi è piaciuto. Lo dico subito, a scanso di equivoci.

Partendo dai dati oggettivi c’è da dire che aver registrato uno share medio del 50% (con picchi oltre il 65%) non è impresa da poco. Gli ospiti sono stati molti e di fama internazionale; gli artisti in gara, sia nella competizione maggiore che nella sezione giovani, sono stati bravi. OK, forse quest’ultimo è un parere soggettivo ma fa niente. ^_^

Ci sono tuttavia delle cose che hanno lasciato il segno (di cui uno indelebile) ed è proprio di queste cose che vorrei parlare, non delle prestazioni dei concorrenti. Ma prima di tuffarci nell’articolo vero e proprio voglio esprimere alcuni giudizi (personalissimi, non essendo io critico musicale) sugli artisti in gara. Cosa, mi sono già contraddetto? 

I miei preferiti sono stati Nek, che si è presentato con una canzone tipicamente anni ’90, Nina Zilli, con una canzone tipicamente anni ’60, e Marco Masini, con una canzone tipicamente depressa. Sono contento del secondo posto di Nek anche se avrei preferito che vincesse. A vincere sono stati invece Il Volo, un trio di tenori. Per carità molto bravi, hanno delle voci incredibili, ma la canzone non mi è piaciuta. A vincere la sezione giovani è stato Giovanni Caccamo che invece ho apprezzato, con una canzone davvero molto sanremesca. Se avesse partecipato nella categoria “big” probabilmente sarebbe arrivato nella finale a tre. Liberatomi dai miei giudizi, passerei ora ad analizzare alcuni fatti incredibili.

Innanzitutto Raf. Ha cantato per le prime quattro serate e il quinto giorno lo hanno ricoverato in ospedale. Bronchite. Bel ritorno a Sanremo dopo ventiquattro anni, no? L’avevo visto sofferente già dalla prima sera quando ha cantato con un filo di voce e con gli occhi gonfi e arrossati. Artemide, gatta maliziosa, ha pensato che fosse salito strafatto sul palco. Merita comunque un premio per il coraggio di aver continuato nonostante le frequenti visite in ospedale e il consiglio dei medici di ritirarsi dalla competizione.

Arisa invece era strafatta, qui Artemide aveva ragione. È entrata in scena dal lato (Carlo Conti aspettava che scendesse dalla scalinata principale) perché il giorno prima è cascata per le scale. Ha poi ammesso, in diretta TV, “non ci capisco niente”, “il dottore mi ha dato delle cose che non potevo prendere in farmacia”, ha ringraziato lo spacciatore il dottore nominandolo (nome e cognome in diretta) e ha continuato la serata col sorriso ebete e lo sguardo perso. Che bello!

Nel progetto Tutti cantano Sanremo, dove venivano invitati come ospiti persone qualunque ma con delle particolarità, viene fatta salire sul palco la famiglia Anania. La coppia ha una bella particolarità: non hanno la televisione. Questa è l’unica spiegazione valida che riesco a darmi quando penso che hanno sedici figli. Nessuno è adottato, sono tutti loro. È lampante l’assenza di televisioni e giochi da tavolo in quella casa.

Merita una menzione speciale anche Alessandro Siani. Partirei dicendo che non mi è simpatico, mi spiace. Non basta parlare in napoletano per essere divertenti, bisogna anche avere qualcosa da dire. Mi sembra soltanto un’imitazione malriuscita di Massimo Troisi. A onor del vero qualcosa da dire ce l’ha, soprattutto al ragazzo grassottello seduto in prima fila. “Ma c’entri tutto in quel sedile?” o “visto da lontano sembri una famiglia intera”. Bravo Siani! Così si fa! Pensa come ci sarà rimasto male quel ragazzo che si è alzato dalle file laterali per venirti a stringere la mano (Siani è entrato dal fondo della sala e ha raggiunto il palco passando per il corridoio centrale stringendo mani ai presenti) e tu lo hai preso in giro per la ciccia. Essere preso in giro dal proprio idolo non ha prezzo.

Fra gli altri ospiti abbiamo avuto Gianna Nannini che è riuscita a sbagliare per due volte l’attacco di Sei nell’anima; gli Spandau Ballet che mi ha fatto piacere riuniti a Sanremo nonostante non sia un loro grandissimo fan; Al Bano che si è riunito con Romina Power e si è messo a fare le flessioni (e per fortuna non gli è venuto un infarto in diretta); Antonio Conte che aveva un faccia tipo “cazzo ci faccio qui?” (e in effetti non c’entrava nulla) che ha balbettato qualche risposta incoerente e se ne è andato.

Samatha Cristoforetti dallo spazio. Purtroppo il collegamento non era in diretta per via degli orari imposti dalla NASA. Per cui Conti ha parlato con un filmato registrato facendo finta che invece fosse in diretta. Piuttosto sleale, direi, ma vabbè. Piuttosto è stato fighissimo vederla staccare entrambe le mani dal microfono e gesticolare mentre il microfono rimaneva da solo sospeso a mezz’aria davanti alla bocca. Incredibile davvero.

Ma ci sono stati anche Tiziano Ferro, Biagio Antonacci, Giovanni Allevi, Premiata Forneria Marconi, Imagine Dragons, Ed Sheeran, Giorgio Panariello, Claudio Amendola, Elena Sofia Ricci, Gabriele Cirilli, Luca & Paolo, i Boilers e Vincenzo Nibali. (Grazie wiki, se non ci fossi tu.) Ce ne erano molti altri ma non ho voglia di riportarli tutti. La cosa strana è che la wiki riporta anche Suge Knight, Warren G, Dr. Dre e Snoop Dogg. EH? sicuro? Non mi è sembrato di averli visti. O la mia memoria mi inganna o è la wiki a farlo. Però penso che mi ricorderei della presenza di a pack of nigga from the hood artisti internazionali del loro calibro.

E come dimenticarci di Massimo Ferrero detto Er Viperetta. Con le sue frasi lasciate in sospeso, le espressioni incoerenti e lo sguardo da cocainomane incallito ha conquistato l’Ariston. Più o meno. Devo ammettere che Crozza non gli rende giustizia. È infatti molto più incredibile l’originale. E devo ammettere anche che ho riso più per la presenza del Viperetta che non per gli sketch di Siani o Luca&Paolo o Pintus. (No, non mi hanno fatto ridere, per la cronaca.)

Ed ora arriviamo alla top3 presenza sul palco per impatto. Partirei da Charlize Theron. Una presenza davvero scenica, una donna elegantissima, una tra le più belle in circolazione, con un sorriso incredibile. Ed è stata anche molto simpatica, con un’intervista vivace e piena di umorismo. Mi sono appena innamorato.

Al secondo posto piazzerei Will Smith. Grande attore, anche lui simpaticissimo. Insieme a Carlo Conti hanno messo su una serie di gag una dietro l’altra che mi hanno fatto rotolare dalle risate. Della serie “noi andavamo a scuola insieme” oppure le lezioni di rap a Conti o la scena in cui Pino Insegno ed il traduttore doppiavano insieme Smith e nessuno ci capiva un accidente. Sicuramente la scena più divertente delle cinque serate. Che poi Carlo era pure più scuro di Will. Cioè era più nero di un vero nero? Ma basta con le lampade. Firmiamo una petizione per far tornare bianco Conti o altrimenti gli danno la cittadinanza ghanese e lo perdiamo per sempre.

E per finire Conchita Wurst, cantante austriaca vincitrice dell’ Eurovision Song Contest 2014. Si è presentata scendendo la scala con un elegantissimo vestito blu e azzurro, lunghi capelli neri, occhioni da cerbia… CAZZO HA LA BARBA! Ad Agath è preso un colpo e per poco non ci schiantavamo con tutto il castello sopra Venezia. Ma che incredibile mostro è? E non è un fenomeno da baraccone tipo Freak Show, ma un travestito come Platinette. Insomma una drag queen che ha dimenticato di radersi la barba. Già l’effetto di vedere un uomo vestito da donna è sconvolgente, se poi ci mettiamo anche la barba è la fine. Non capisco perché l’abbiano invitato. Passerò i prossimi giorni a diffidare di tutti gli uomini barbuti a cominciare da quello strano tipo col cappello viola che che incontro spesso quando passo vicino al mio specchio.

P.S. solo io ho trovato Malika Ayane incredibilmente sexy con l’apparecchio ai denti? ^_^

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